La burocrazia frena la ricostruzione
Un anno. Tanto è trascorso da quando ogni certezza è crollata. Dodici mesi di rabbia, lotte e frustrazioni completamente tacitati dai media. Il terremoto in Emilia non c’è mai stato. Gente onesta, gli emiliani. Operosa. Hanno già rimesso le cose a posto. Proprio non san stare con le mani in mano. E’ questo quello che la televisione ha raccontato agli italiani. Sull’inferno in cui sono sprofondate migliaia di persone è stato calato il sipario. Dopo il colpo, violento, inferto dalla natura, il disinteresse dello Stato ha scatenato la rabbia degli emiliani. Qui nulla è più come prima. Il sisma non ha solo fatto crollare case, capannoni, chiese... il terremoto ha raso al suolo la fiducia. Ci ha fatti sentire soli. Abbandonati dal Governo. La solidarietà dei privati, solo quella ci ha dato la forza di rimboccarci le maniche e rialzarci. Di farci forza a vicenda. Coraggio. Ma qui nulla funziona.
In foto Rovereto. Ph Davide Dodo Righi
“Se ti salvi, ti risposo”
Domenica 26 maggio, Iorio e Anna rinnovano la loro promessa d’amore. Prevista la presenza di centinaia di amici, tra cui Francesco Moser, il campione di ciclismo che con i due fratelli condivide la passione per le due ruote.
“La zona industriale di Rovereto è morta”
“Il mio dovere l’ho fatto, ora lo Stato deve fare il suo”, commenta Gino Grulli, fratello e socio di Iorio, l’uomo che, il 5 novembre scorso, è salito sul tetto pericolante della sua Manifattura Modenese, per protestare contro il sequestro del capannone da parte della Procura, perché durante la scossa del 29 maggio la moglie rimase gravemente ferita, e contro le lentezze di una burocrazia che, invece di aiutare la ripartenza del tessuto produttivo, sembrava sortire l’effetto di rallentarla.
642mila euro con Teniamo Botta
Sono stati raccolti 642.220 euro grazie alla generosità degli ascoltatori di Radio Bruno, delle aziende che hanno sposato i progetti e degli artisti che hanno preso parte al concerto di Modena.
di Clarissa Martinelli
Figlio del terremoto
Alle 8,40 del 29 maggio dello scorso anno, dopo aver lasciato il suo primogenito col nonno, Elisa Turchi era al quarto piano dell’Ospedale Ramazzini, per partorire il suo secondo figlio.
“Speriamo di voltare presto pagina”
Fossoli - Un anno dopo il sisma, nulla è cambiato per la Famiglia Garzetta.
Rovereto ce la farà
“non vediamo l’ora di partire coi lavori per rientrare nella nostra casa a Rovereto ma, in considerazione dell’entità dell’intervento, vorremmo avere la certezza dei contributi”, afferma Davide Mantovani
Soliera ricorda il terremoto
365 giorni dopo il sisma, per ricordare e proseguire nel percorso di ricostruzione, la solierese si ritrova in un agile calendario di iniziative che prenderà avvio martedì 28 maggio, alle ore 19, presso il Cinema Teatro Italia con lo spettacolo teatrale “Trema la terra... tutti giù per terra” tratto dall'omonimo libro di Manuela Monari, per la regia di Magda Siti, con protagonisti sulla scena i bambini della 5B della Scuola Primaria Garibaldi. I ricavi della vendita del libro di Monari saranno destinati alla ricostruzione dello Spazio ragazzi della biblioteca di Finale Emilia.
Gli ottimisti e i pessimisti…
Gli ottimisti e i pessimisti. La differenza è nel temperamento di chi, da un anno, ha avuto la vita stravolta dalla terra che per lunghi istanti ha ondeggiato con violenza portando con sè vite, case, cose. Dodici mesi dopo. Entrambi, ottimisti e pessimisti, si commuovono spesso; più di quanto avrebbero mai immaginato. Qualcuno con la casa ha perso anche tutto quello che quelle mura racchiudevano e sono le fotografie a mancare di più; non quadri, contanti o gioielli, non frigoriferi, abiti e tv al Led, ma quelle foto in cui il figlio faceva il primo bagno al mare, quelle in cui rideva, sereno e sdentato, davanti alla lavagna. Le immagini di una vacanza, di un amore, di un passato che fissava in qualche scatto i migliori ricordi. Gli ottimisti e i pessimisti hanno aspettato, pazienti.
In foto Rolo - Ph Davide Dodo Righi
Papa Francesco: “Antonio sei forte”
Il dodicenne Antonio Giordano ha ricevuto la cresima dal Papa e a Roma ha rappresentato la gente del cratere ancora sofferente. A Tempo ha raccontato la sua storia e la sua grande passione per il canto.













