Stregato dall’Oriente

Dall’ottobre del 2019 il cantautore carpigiano Francesco Pedrielli in arte River è volato a Tokyo per studiare il giapponese e immergersi nella cultura orientale: “è stato un salto nel vuoto ma adesso non vorrei essere da nessun’altra parte”.

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Francesco Pedrielli

Classe 1991 e con una laurea al Dams di Bologna, il cantautore carpigiano Francesco Federico Pedrielli, in arte River, vincitore del Premio Daolio (Love Like Replicant è il suo primo album pubblicato nel 2017), nell’ottobre dello scorso anno ha mollato gli ormeggi di un porto sicuro per trasferirsi dall’altra parte del mondo, in una delle più importanti metropoli internazionali: Tokyo.
“Volevo vivere un’esperienza all’estero – racconta Francesco Pedrielli- e il Giappone è stata la meta che più mi ha attratto. Dopo il lungo processo di richiesta del visto studentesco e iscrizione alla scuola ARC Academy di lingua Giapponese a Tokyo, il 9 ottobre del 2018 sono salito sull’aereo che ha cambiato per sempre la mia vita. E’ stato un salto nel vuoto, perché non avevo nessuna idea di cosa aspettarmi. All’arrivo lo shock culturale è stato fortissimo e sono stato a un passo dal tornare indietro. Ma poi, nel giro di pochi giorni, ho iniziato a conoscere tantissime persone e a farmi nuovi amici, sia del Giappone che del resto del mondo. Oltre a questo, la cultura giapponese ha cominciato ad affascinarmi sempre più, e così, quelli che dovevano inizialmente essere solo sei mesi, si sono trasformati in una permanenza che a oggi è di un anno e mezzo”.
Come si svolge la tua nuova vita a Tokyo?
“La mia vita è cambiata radicalmente. Da una città di provincia come Carpi sono passato a una metropoli con milioni di abitanti e all’avanguardia dal punto di vista tecnologico tanto da meritarsi l’appellativo di Città del Futuro.
I servizi pubblici, neanche a dirlo, sono efficientissimi e i giapponesi hanno un rispetto impressionante per il bene comune. Ma sicuramente mi ci è voluto del tempo per abituarmi a un contesto completamente diverso da quello a cui siamo abituati noi europei. E poi, dalla vita facile con i miei genitori sono passato a quella indipendente, seppur all’interno delle cosiddette sharehouse, ovvero delle case in cui ognuno ha la propria camera mentre il resto degli spazi è in comune. Non mi dispiacerebbe vivere da solo, ma per ora non mi dispiace stare con altra gente anche per poter fare nuove amicizie”.
Di cosa ti occupi a Tokyo?
“Di mattina studio giapponese presso la scuola a Shinjuku e di sera lavoro. Ho due chitarre con me e suono quando ho tempo. Ho anche suonato come chitarrista turnista per alcune cantanti giapponesi qualche volta. Dal punto di vista lavorativo, dopo aver fatto il cameriere in un ristorante italiano per oltre un anno, ho iniziato a lavorare come commesso per un pop-up store di un noto marchio di abbigliamento. Dopo alcuni colloqui andati male, sono felice di aver ricevuto, giusto alcuni giorni fa, una proposta di lavoro da un’azienda di Tokyo che si occupa di importare prodotti italiani come pasta e vino in Giappone. Sono quindi nel bel mezzo del processo di cambio del visto: da studentesco a lavorativo”.
Cosa ti piace di più della tua vita a Tokyo?
“Ci sono molte persone, in particolare alcuni youtubers famosi, che parlano del Giappone come se fosse il paradiso. Inutile dire che ovviamente non è così. Basti pensare al fatto che i giapponesi si uccidono letteralmente di lavoro, facendo spesso anche 12-14 ore al giorno alienandosi completamente. O all’importanza della piramide sociale, che incide molto sull’autostima di molti essendo il bullismo e il power harassment delle realtà consolidate che io stesso ho vissuto in prima persona. Ma nonostante ciò mi piace molto vivere qui e la cosa che più trovo straordinaria è la sicurezza: poter andare in giro di notte senza temere di essere aggrediti, ritrovare oggetti smarriti come portafogli o cellulare nel giro di poche ore, avere sempre qualcuno pronto ad aiutarti in caso di bisogno. Inoltre, essendo una metropoli sterminata, ci sono tante di quelle cose da fare e posti da esplorare che ogni giorno si fanno nuove scoperte. Non ci si annoia mai insomma! Nonostante io abbia ormai una routine piuttosto stabile, mi sveglio ogni giorno entusiasta di affrontare la giornata”.
Che progetti hai per il futuro? Vorresti rimanere lì per sempre o tornerai in Italia?
“Non so per quanto rimarrò qui in Giappone ma, come ho detto anche ai miei genitori, in questo momento non vorrei essere da nessun’altra parte. Mi mancano molto la mia famiglia e i miei amici, ma questo a quanto pare è il prezzo che devo pagare per poter fare ciò che mi rende felice. Il mio obiettivo è di diventare sempre più bravo con il giapponese e di poter un giorno sostenere chi vorrebbe andare all’estero.”
Chiara Sorrentino