La ciclabile dimenticata di Cibeno

Dopo tanti anni l’abitudine si è consolidata e non si sente nemmeno più il clacson degli automobilisti arrabbiati, assuefatti alla possibilità di veder sbucare all’improvviso una bici che contromano costeggia i resti del rudere dell’antico mulino.

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Basta mezz’ora in un qualsiasi pomeriggio della settimana per accorgersi che sono pochissimi coloro che, provenendo dal passaggio a livello e percorrendo la pista ciclabile di via Roosevelt, imboccano la deviazione a sinistra, obbligatoria da quando la ciclabile è interrotta. Si tratta di inoltrarsi nelle case e allungare di pochi minuti i tempi di percorrenza ma i più proseguono diritto lungo la trafficata via cittadina, contromano rispetto alle auto che provengono dalla direzione opposta. Tra l’altro, proprio in quel tratto, la strada si restringe e lo spazio basta appena per le due auto in transito. Anche coloro che seguono il percorso inverso sono costretti a percorrere la deviazione perché le strisce sull’asfalto si arrestano di fronte al rudere: chi trasgredisce e tira dritto lungo la strada almeno è nel senso di marcia corretto.
Dopo tanti anni l’abitudine si è consolidata e non si sente nemmeno più il clacson degli automobilisti arrabbiati, assuefatti alla possibilità di veder sbucare all’improvviso una bici che contromano costeggia il muro, l’unico rimasto in piedi.
Con il rudere dell’antico mulino lì dove scorreva il canale, i residenti di Cibeno sono costretti a fare i conti tutti i giorni: abbandonato, fatiscente e transennato dopo il terremoto, risale al 1600 ed è di proprietà privata. Quando sono arrivate le scosse nel 2012, l’edificio era già in pessime condizioni per precedenti cedimenti strutturali. Nel 2019 alcuni cittadini avevano indirizzato una petizione all’Amministrazione Comunale e lo striscione che avevano appeso scandisce il tempo che passa. Oggi nonostante la popolazione residente a Cibeno sia aumentata grazie al nuovo quartiere residenziale costruito fino a via Canalvecchio il problema rimane: il Comune è sempre più attento alla ciclabilità soprattutto in epoca post-covid ma l’interruzione su via Roosevelt non è tra le priorità.
“Abbiamo fatto ragionamenti e abbiamo una strategia in mente ma non è il momento di renderla pubblica perché la nostra attenzione è concentrata sul post covid: sulla rete di mobilità d’emergenza e sull’apertura di edifici chiave per il Centro storico come il Caffè Teatro e il Mercato coperto che va rifunzionalizzato” spiega l’assessore Marco Truzzi.
“I dati dell’incidentalità in quel punto non giustificano un intervento immediato ma serve una campagna di informazione per richiamare i ciclisti a una maggiore disciplina”.
Sara Gelli