“Chi non lavora, non fa l’amore”

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Chi non lavora, non fa l’amore” cantava il profetico Adriano Celentano. La crisi mina il benessere di coppia ma come le difficoltà economiche e lo stress si ripercuotono sulla vita “sotto le lenzuola”? Lo abbiamo chiesto alla carpigiana Maria Cristina Iannacci, ginecologa, perfezionatasi in Sessuologia Clinica, Agopuntura, Medicina Tradizionale Cinese e Omeopatia.
Come la crisi economica sta cambiando le dinamiche di coppia e, in particolare, la sessualità?
“La coppia sana vive in equilibrio dinamico, ha capacità adattative e compensa con maggior vicinanza emotiva e affettiva un possibile calo della tensione erotica dovuta alle preoccupazioni del vivere quotidiano. Le difficoltà economiche possono diventare un motivo di ulteriore complicità da esprimere anche tra le lenzuola. La coppia già instabile, invece, viene messa a dura prova ed ecco che anche a letto possono emergere ostilità o chiusure all’altro, reciproche accuse o rifiuto. Il sesso è un po’ il teatro della vita. Tensioni o nervosismi si esprimono prepotentemente nell’intimità”.
I coniugi si stringono maggiormente l’uno all’altro per far fronte comune a un periodo difficile o, al contrario, in caso di difficoltà concrete la coppia scoppia?
“Se la relazione di coppia è energeticamente potenziante per entrambi i componenti, crisi o non crisi si sta insieme, perchè insieme si hanno più strumenti per vivere, più risposte alle difficoltà, più spazi per crescere e per cambiare lo status quo economicamente incerto. Se lo squilibrio energetico è palpabile fra i due, si resta insieme fino a quando chi garantisce maggior apporto “ne avrà” e non sarà distratto da altre incombenze o, come spesso accade, non incontra chi può offrire un’energia più vitale”.
Come l’intesa sessuale può aiutare a rafforzare la solidità di un rapporto e, allo stesso tempo, far dimenticare almeno per un poco le difficoltà della vita?
“Una buona sessualità, libera e appagante rappresenta un angolo di gioco puro, l’opportunità di lasciarsi andare all’altro, mettendo a nudo paure e voglia di vicinanza affettiva, può diventare persino lo sfogo “controllato” alla propria aggressività e un momento importante di comunicazione corporea ed emotiva. In caso di intense preoccupazioni quotidiane, di stress, tutto l’organismo viene coinvolto nella sofferenza. Siamo in definitiva delle entità psicobiologiche e ciò che colpisce la nostra sfera psicoemotiva si esprime nel fisico, nella corporeità. Uno stress prolungato e ripetuto non può non coinvolgere la funzione sessuale che è per definizione agita col corpo ma colorata dalle emozioni. Le disfunzioni sessuali che compaiono improvvisamente in questi frangenti, o l’aggravamento di precedenti incertezze sessuali, non sono altro che manifestazioni dell’ansia in risposta allo stress (e rispondono molto bene alle terapie con medicine d’avanguardia e alternative)”.
A livello psicologico, il desiderio di maternità e di paternità vengono castrati da questo complesso momento congiunturale?
“Sembrerebbe proprio di no. Anzi, in situazioni economiche delicate, quando c’è da risparmiare, i tagli sono orientati su ciò che è dilazionabile o addirittura evitabile ma verso un figlio no, a quello si rinuncia solo in caso di grossi problemi economici che minano la sopravvivenza della coppia-famiglia. Il “costo” di un figlio si può limitare, si trova un’amica o una parente che presta vestitini o passeggino, addirittura c’è chi programma una gravidanza quando si presenta il rischio concreto di licenziamento, per garantirsi almeno la copertura della maternità. Poter diventare mamma e papà rappresenta una importantissima e imprescindibile conferma della propria identità, a maggior ragione se ci sono difficoltà su altri piani. Non calano le coppie disposte a tutto pur di vedere coronato il desiderio di diventare genitori e i centri per la cura della infertilità lavorano a pieno ritmo, anche in questo momento economicamente delicato”.
Jessica Bianchi

 

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