Visite specialistiche e liste d’attesa, bene ma non benissimo…

Si accorciano i tempi di attesa per accedere a prestazioni di specialistica ambulatoriale all’Ospedale Ramazzini di Carpi ma permangono numerose criticità. Nel libro nero, in tutta la provincia, finiscono Oculistica, Fisiatria, Pneumologia, Dermatologia, Gastroenterologia e alcune prestazioni di diagnostica pesante: per queste specializzazioni occorre mettersi il cuore in pace e una mano al portafoglio.

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Si accorciano i tempi di attesa per accedere a prestazioni di specialistica ambulatoriale all’Ospedale Ramazzini di Carpi ma permangono numerose criticità. Nel libro nero, in tutta la provincia,  finiscono Oculistica, Fisiatria, Pneumologia, Dermatologia, Gastroenterologia e alcune prestazioni di diagnostica pesante: per queste specializzazioni occorre mettersi il cuore in pace e una mano al portafoglio. 

Il Covid, si sa, ha fatto registrare una battuta d’arresto ma molto è stato fatto per recuperare: le prestazioni erogate complessivamente in provincia di Modena nei primi 8 mesi del 2022 contro lo stesso periodo del 2021 segnano un +6%, per un totale di oltre 7.200.000 prestazioni. Per le visite vi è un aumento del 7%, che riguarda sia i primi accessi che i controlli, e la diagnostica mostra complessivamente un trend analogo. Insomma bene ma non benissimo.

Alla dottoressa Stefania Ascari, Direttrice del Distretto socio sanitario di Carpi chiediamo:

I tempi d’attesa a causa del Covid si erano fortemente allungati, qual è la situazione attuale? Quali sono le specialistiche che continuano a soffrire maggiormente? E in quei casi quanto occorre attendere mediamente prima di avere un appuntamento a Carpi e, in generale, nella rete ospedaliera provinciale?

“La situazione della specialistica ambulatoriale nella provincia di Modena, nonostante gli sforzi messi in atto dalle aziende sanitarie, risente ancora di alcune criticità, principalmente legate alla difficoltà di reperire medici specialisti, così come evidenziato anche in altri contesti nazionali. L’Ausl è costantemente impegnata nel reperimento di risorse tramite concorsi, avvisi di selezione e bandi per specialisti territoriali, che tuttavia non hanno consentito di arruolare i professionisti in numero sufficiente rispetto alle esigenze (ad esempio gli ultimi bandi di concorso per ore di specialistica ambulatoriale per oculistica, ortopedia, pneumologia di settembre 2022 non hanno raccolto alcuna domanda di partecipazione). Le visite e gli esami maggiormente critici in provincia sono quelli relativi a Oculistica, Fisiatria, Pneumologia, Dermatologia, Gastroenterologia e alcune prestazioni di diagnostica pesante.

Nel primo semestre del 2022, mediamente, il tempo di attesa per una prima visita con classe di priorità B (ndr – la Regione Emilia Romagna ha stabilito debba essere entro 10 giorni) è di 8 giorni, sia a livello provinciale che nel distretto di Carpi, con un leggero aumento rispetto al 2019, quando il tempo di attesa era 5 giorni.

Per una prima visita con classe di priorità D (ndr – la Regione Emilia Romagna ha stabilito debba essere fatta entro 30 giorni), il tempo di attesa è di 46 giorni a livello provinciale (vs. 47 giorni nel 2019), mentre se erogata nel distretto di Carpi è di 43 giorni (vs. 48 giorni nel 2019). Si specifica che il dato è una media di tutte le prime visite prenotabili a CUP dai cittadini maggiorenni, quindi il tempo di attesa risente anche delle scelte del cittadino che a fronte di una prima disponibilità entro i tempi preferisce prenotare su altre strutture anche se con tempi di attesa maggiori”.

dottoressa Stefania Ascari, Direttrice del Distretto socio sanitario di Carpi

Alcuni cittadini lamentano il fatto che per molte visite le agende sono chiuse o che per avere un appuntamento su Carpi occorre aspettare mesi e mesi. Come è cambiata la programmazione post pandemia? Quali sono le criticità che permangono come ad esempio i pochi specialisti o il minor numero di appuntamenti per evitare assembramenti?

L’Azienda Usl, in collaborazione con l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena, l’Ospedale di Sassuolo S.p.A. e il privato accreditato, sta lavorando per riportare l’offerta ai livelli del periodo pre-Covid, ciò nonostante nei primi 9 mesi del 2022 permane un calo delle prestazioni complessivamente prenotate oggetto del monitoraggio regionale per i tempi di attesa di circa il 10%, rispetto allo stesso periodo del 2019. Una riflessione a parte dev’essere fatta per le TAC e le Risonanze Magnetiche, che richiedono un grosso sforzo organizzativo e impegno di risorse. A livello provinciale, le prestazioni erogate nel primo semestre 2022 sono aumentate rispettivamente del +11% (pari a +4.501) e del +28% (pari a +6.686). A fronte di ciò, tuttavia, vi è stato un importante incremento delle richieste di TAC del +19% (pari a +5.417) e di Risonanze Magnetiche del +32% (pari a +12.904), con conseguente squilibrio fra domanda e offerta.

Va inoltre evidenziato che le eventuali criticità di prenotazione segnalate non sono legate tanto a un problema di agende chiuse, quanto piuttosto all’occupazione di tutte le disponibilità presenti in quel momento nei calendari di prenotazione. Per tale motivo, dal punto di vista organizzativo gli sforzi delle aziende sanitarie modenesi si sono concentrati anche nel ripristinare le tempistiche di appuntamento pre-Covid e ad aumentare la proiezione dei calendari di prenotazione nel medio-lungo periodo con l’obiettivo di ridurre per quanto possibile le situazioni di agende sature”.

Un carpigiano che si vede costretto ad andare a Vignola o a Pavullo per fare una visita, generalmente, se può permetterselo, si rivolge alla sanità privata. Chi non ha scelta invece ha due opzioni: o va nonostante la distanza, un problema se si è particolarmente anziano, oppure aspetta coi rischi che questo comporta. É auspicabile un rafforzamento della specialistica ambulatoriale negli ospedali maggiori? Forse le risorse umane sono ancor più importanti dei muri…

“Analizzando le prime visite per i cittadini maggiorenni del distretto di Carpi, nel primo semestre del 2022, il 63% sono state erogate nel distretto di residenza. I carpigiani che si sono rivolti ad altri distretti nell’11% dei casi si è recato a Mirandola, nel 19% a Modena, nell’1% a Castelfranco Emilia, nel 4% a Sassuolo e nel 2% complessivamente nei distretti di Vignola e Pavullo. Nelle valutazioni di questi dati bisogna tener conto che alcune prestazioni sono erogate solo in alcuni distretti (ad esempio Neurochirurgia è presente solo in quello di Modena).

Ovviamente tutti gli sforzi sono volti ad ampliare l’offerta ai cittadini e cercando di fare in modo che questa offerta sia distribuita su tutto il territorio provinciale, in modo da poter dare una risposta il più possibile prossima al cittadino”.

Jessica Bianchi