Ucraina, il viaggio della solidarietà di Sandra per accogliere i rifugiati

Da Rio Saliceto a Sighet, in Romania, nel campo missionario al confine con l'Ucraina, per accogliere i profughi fuggiti dalla guerra. È il viaggio di solidarietà che sta per intraprendere Sandra Martinelli, 26 anni: “non è la prima volta che vado a fare volontariato in Romania, ma questa sarà diversa. Vedrò i volti delle persone straziate dalla guerra”.

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Oltre tre milioni e mezzo di persone costrette a lasciare il proprio Paese, l’Ucraina, per sfuggire alla guerra. In quasi tutta Europa centinaia di centri di accoglienza stanno dando loro conforto e riparo. Tra questi c’è anche il Campo missionario dei cappuccini dell’Emilia Romagna di Sighet, in Romania, a tre chilometri dall’Ucraina, fondato nel 2002 da padre Filippo del Convento di Frati Cappuccini di San Martino in Rio, in cui si recherà a breve a prestare il suo aiuto anche Sandra Martinelli, 26 anni, di professione tecnico di laboratorio in ospedale. “Non è la prima volta che mi reco al campo di Sighet. La prima volta – racconta Sandra – è stata nel 2011 e, in seguito, nel 2012 e nel 2014. Allora facevo volontariato nei campi estivi per bambini, ma questa volta sarà diverso. Vedrò i volti straziati dalla guerra di decine di persone, sentirò le loro storie e, nel mio piccolo, cercherò di aiutarli”.

Di cosa ti occuperai all’interno del campo?

“Il mio ruolo e degli altri due volontari che partiranno con me il 7 maggio in auto sarà quello di offrire una prima accoglienza e assistenza ai rifugiati. Li aiuteremo a sistemarsi nelle camere, prepareremo loro da mangiare e, soprattutto, daremo loro conforto, soprattutto ai bambini. Alcuni resteranno al campo per poco, in attesa di ripartire per ricongiungersi con familiari o amici in altre zone d’Europa, mentre altri rimarranno più a lungo in cerca di una sistemazione definitiva. E’ da metà marzo che il campo è attivo per accogliere i profughi ucraini ed è già partito un tir carico di beni di prima necessità”.

Fino a quando resterai a Sighet?

“Fino al 15 maggio. Vorrei fare anche di più se fosse possibile per aiutare queste persone. So già che quando tornerò a casa porterò con me un carico pesante di emozioni e di pensieri”.

Chiara Sorrentino