Marco e Giulio con la Carovana della Pace

L’obiettivo della missione è quello di arrivare sul suolo ucraino, domani, sabato 2 aprile per testimoniare la volontà di pace con la propria presenza sul campo e mettere in atto alcuni gesti simbolici in accordo con le autorità locali, tra cui una marcia per il centro cittadino e una preghiera ecumenica.

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Da sin. i carpigiani Giulio Allesina e Marco Reguzzoni insieme al bolognese Giulio Boschi del Movimento dei Focolari

Sono in Ungheria quando rispondono al telefono dopo essere partiti all’alba dalla città di Gorizia da dove ha preso il via la più grande manifestazione di solidarietà e impegno per la pace in Ucraina finora organizzata in Europa. Lo fecero anche nel 1992 quando il popolo della pace marciò nella città assediata di Sarajevo.

La grande carovana di pulmini, una settantina in tutto, e persone, 220 esponenti della società civile non violenta, arriverà sul suolo ucraino a Leopoli nella giornata di domani, sabato 2 aprile, per esprimere vicinanza alle vittime e invocare la mediazione politica per un cessate il fuoco immediato. Decine di realtà hanno aderito all’appello “Stop the war now” lanciato nelle settimane scorse dall’associazione Papa Giovanni XXIII: nel gruppo ci sono organizzazioni cattoliche come i Beati costruttori di pace, Pax Christi, Comboniani, Focolari e la Pro civitate christiana di Assisi ma anche laiche come Cgil, Arci, Un ponte per, Libera e Gruppo Abele.

A bordo di uno dei veicoli anche i carpigiani Giulio Allesina e Marco Reguzzoni insieme al bolognese Giulio Boschi del Movimento dei Focolari. “Sui mezzi sono stati caricati gli aiuti umanitari – spiegano – perché la missione di pace porterà aiuti per la popolazione sotto forma di beni alimentari e materiali sanitari nei campi profughi di Leopoli e negli ospedali. Domani la carovana della pace metterà in atto alcuni gesti simbolici in accordo con le autorità locali, tra cui una marcia per il centro cittadino e una preghiera ecumenica.

I settanta veicoli della carovana faranno ritorno in Italia domenica 3 aprile con a bordo più persone possibile: la capacità di carico è di più di duecento profughi, tra bambini, donne e anziani.