Selvaggi all’Agorà è già un tormentone

La canzone che le insegnanti della Scuola d’infanzia Agorà di via Atene hanno regalato ai loro bambini collegati in diretta Facebook ti entra in testa e non esce più, arrivi a sera e ancora ti ritrovi a canticchiarla.

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Siam tutti un po’ selvaggi. Lo dice il Dna. Provare per credere. Venite all’Agorà!

E’ già il tormentone dell’estate carpigiana perché ha quel ritmo che ti entra nella testa e non esce più, arrivi a sera e ancora ti ritrovi a canticchiare Selvaggi all’Agora, la canzone che le insegnanti della Scuola d’infanzia Agorà di via Atene, nel quartiere Bollitora, hanno regalato ai loro bambini collegati in diretta Facebook. “Quanto tempo lontani… bambini, che tristezza, non potervi dare un bacio, un abbraccio, una carezza… E allora questa sorpresa è per voi, che del futuro siete certezza”.

“Durante le lunghe settimane della quarantena – spiega Maria Giulia Clemente, locomotiva del progetto – abbiamo vissuto la lontananza dai bambini con cui non potevamo pasticciare né giocare nella natura. Questa canzone è nata dalla nostalgia per la vita di tutti i giorni a scuola di cui sentiamo la mancanza: ho iniziato a strimpellare sulla chitarra e le parole sono uscite in rima”.

Le colleghe di Maria Giulia hanno accolto con entusiasmo l’idea: c’è chi ha lavorato al video, chi al testo, chi alla musica e, grazie al lavoro di gruppo e alla collaborazione di Gianni D’Addese, “un papà che sempre con grande disponibilità ed entusiasmo ci aiuta a realizzare sogni grandi anche se la sua bimba ormai è una ragazza”, è nata Selvaggi all’Agorà. Scorrono le immagini del video e i bambini rivedono le loro insegnanti, travestite e un po’ pazzerelle che cantano:

Che voglia di stare insieme nel giardino e fare la gara a chissà chi arriva primo sulla palestrina e giù dalla collina, coi piedi nella sabbiera, da mattina fino a sera.

Selvaggi all’Agora è un regalo per tutti quelli che la vorranno ascoltare e un dono per i bambini della scuola d’infanzia. Leggendo i commenti dei loro bimbi, alle tate sono sicuramente scese le lacrime.

Sara Gelli