L’inviato di guerra Gigi Riva a Carpi

Il giornalista, inviato di guerra e scrittore Gigi Riva sarà ospite della rassegna Ne vale la pena, lunedì 25 maggio, alle 20,45, all’Auditorium Loria per presentare il suo C’era l'amore a Sarajevo. Un romanzo dentro l'assedio. Ne parlerà insieme al giornalista Pierluigi Senatore.

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Il giornalista e scrittore Gigi Riva sarà ospite della rassegna Ne vale la pena, lunedì 25 maggio, alle 20,45, all’Auditorium Loria per presentare il suo C’era l’amore a Sarajevo. Un romanzo dentro l’assedio. Il libro racconta il ritorno di Carlo, un giornalista italiano che negli Anni Novanta aveva seguito come inviato l’assedio di Sarajevo. Trent’anni dopo riceve un messaggio brevissimo — “Ti aspettiamo” — che lo spinge a tornare nella città dove aveva vissuto i giorni più intensi e traumatici della sua vita.

Il romanzo si muove su due piani temporali. Da una parte c’è il presente: una Sarajevo cambiata, ferita dal dopoguerra, dalla corruzione e dalla perdita di quello spirito cosmopolita che un tempo la caratterizzava. Dall’altra ci sono i ricordi dell’assedio: le bombe, i cecchini, la paura continua, ma anche l’energia disperata di chi voleva continuare a vivere nonostante tutto. Carlo ritrova gli amici conosciuti durante la guerra: artisti, giornalisti, intellettuali, persone comuni che si ritrovavano nel bar Le Mans, una specie di rifugio emotivo dentro la città assediata. Tra i ricordi più forti emerge una notte speciale: una festa clandestina organizzata mentre fuori cadevano le granate. Quella festa diventa il simbolo della resistenza umana, del desiderio di vivere e amare anche nel mezzo della distruzione. Al centro della storia c’è anche Jagoda, poetessa bosniaca di cui Carlo si era innamorato durante la guerra. Il loro rapporto però era rimasto incompiuto: lui, tormentato dal timore di approfittare della vulnerabilità di una donna intrappolata nell’assedio, non aveva mai avuto il coraggio di abbandonarsi davvero a quell’amore. Negli anni Jagoda ha costruito un’altra vita, ma il legame tra loro non si è mai spezzato del tutto. Tornare a Sarajevo significa quindi per Carlo affrontare non solo la memoria della guerra, ma anche il rimpianto di ciò che avrebbe potuto essere. Il libro non parla soltanto della guerra nei Balcani: racconta soprattutto la “pulsione di vita” che nasce nelle situazioni estreme. Gigi Riva mostra come, accanto all’orrore, possano nascere amicizie assolute, solidarietà e amori intensissimi. Per questo il romanzo è insieme una storia d’amore, un viaggio nella memoria e una riflessione su ciò che resta dopo una guerra.

L’ingresso è libero.

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