Il saggio di fine anno del Cfp Nazareno celebra il talento e il futuro dei giovani professionisti dell’ospitalità

Si è svolto nei giorni scorsi Radici e vette: dalla bassa all’alta quota, il saggio di fine anno realizzato dagli studenti del CFP Nazareno di Carpi, guidati dallo chef Domenico Della Salandra e dal maître di sala Rodolfo Guandalini e insieme a tutti i docenti che li hanno seguiti in questi anni. L’evento, che ha coinvolto circa 80 ospiti, ha rappresentato il momento conclusivo di un intenso percorso annuale dedicato alla cultura gastronomica alpina.

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Si è svolto nei giorni scorsi Radici e vette: dalla bassa all’alta quota, il saggio di fine anno realizzato dagli studenti del CFP Nazareno di Carpi, guidati dallo chef Domenico Della Salandra e dal maître di sala Rodolfo Guandalini e insieme a tutti i docenti che li hanno seguiti in questi anni. L’evento, che ha coinvolto circa 80 ospiti, ha rappresentato il momento conclusivo di un intenso percorso annuale dedicato alla cultura gastronomica alpina. Durante l’anno gli studenti hanno vissuto esperienze formative sul campo in strutture ricettive dell’arco alpino, partecipato a viaggi d’istruzione in Trentino-Alto Adige e approfondito il tema attraverso degustazioni guidate, laboratori ed esperienze dirette. Il titolo del progetto racchiude il significato più profondo dell’esperienza vissuta dai ragazzi: i sentieri di montagna rappresentano il cammino affrontato durante gli anni al CFP, fatto di sacrificio, crescita, passione e scoperta; la vetta, invece, simboleggia il traguardo raggiunto. Arrivati in cima, gli studenti possono oggi guardarsi indietro e riconoscere la bellezza del percorso compiuto, ma soprattutto guardare avanti verso il proprio futuro professionale.

In un settore come quello dell’enogastronomia e dell’ospitalità, sempre più dinamico e alla ricerca di figure competenti e preparate, questi giovani rappresentano una risorsa preziosa. Ragazzi che porteranno con sé non solo competenze tecniche, ma anche il valore dell’accoglienza, della cultura del lavoro e dell’identità del nostro territorio. L’Emilia-Romagna continua infatti a essere una delle terre simbolo dell’eccellenza gastronomica italiana, e i professionisti formati nelle nostre scuole avranno il compito e l’opportunità di raccontarla e valorizzarla ogni giorno.

Durante il saggio sono state inoltre premiate due studentesse che, nel corso del loro percorso formativo, si sono distinte per impegno, professionalità, passione e crescita personale.
Elena Iseppi è stata premiata come migliore allieva di sala-bar per le sue capacità relazionali, l’eleganza nel servizio e la dedizione dimostrata durante le esperienze formative.  Giulia Lorenzi ha, invece, ricevuto il riconoscimento come migliore allieva di cucina per la creatività, la sensibilità gastronomica e la determinazione con cui ha affrontato il proprio percorso. Due riconoscimenti che rappresentano non solo un premio individuale, ma anche il simbolo dell’impegno e del talento di un’intera classe pronta a entrare nel mondo del lavoro con competenza e consapevolezza. Come scuola siamo profondamente orgogliosi dei nostri studenti. Sappiamo che il loro percorso non finisce qui: ci saranno nuove sfide, sacrifici ed esperienze da affrontare. Ma siamo altrettanto consapevoli di aver accompagnato verso il mondo del lavoro giovani professionisti preparati, appassionati e pronti a raggiungere nuove vette.

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