Andiamo avanti!

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La costruzione di una residenza psichiatrica a Carpi è indispensabile. Da sette anni, da quando  la città ha perso i suoi posti letto di trattamento intensivo, le famiglie ne attendono la realizzazione  e moltissime, nel corso di questi anni, sono state le ‘location’ prospettate, da Santa Croce a Fossoli, finché il Consiglio Comunale non ha preso in mano la questione votando all’unanimità il 7 novembre 2013 una mozione, firmata da tutti i gruppi presenti, che chiedeva di riportare a Carpi i 10 posti letto di Residenza psichiatrica intensiva (ora in una clinica privata convenzionata di Modena) impegnando la Giunta “a coinvolgere e sensibilizzare l’Azienda Usl a questo fine”.
La vicenda pare aver fatto un ulteriore passo fondamentale in occasione dell’ultimo civico consesso, giovedì  scorso, 9 ottobre, quando è stata approvata la cessione all’Ausl dell’area per la costruzione della residenza psichiatrica nei pressi del campo di atletica.
“Cominciamo ad andare per la strada giusta” è il primo commento di Giorgio Cova, presidente di  Al di là del Muro, l’associazione che tutela i diritti dei malati psichiatrici e delle loro famiglie, il cui scopo è quello “di far conoscere le problematiche di chi ha un disagio mentale, di far sentire la sua voce, rendergli la vita meno brutta e accogliere i suoi familiari in gruppi di auto mutuo aiuto”.
A Cova sarebbe stata bene qualunque soluzione pur di arrivare alla realizzazione della residenza psichiatrica a Carpi. “Oggi se una persona sta male può essere ricoverata per la fase acuta al Diagnosi e Cura di Carpi ma poi, superata la crisi, deve recarsi a Modena presso una casa di cura privata convenzionata per iniziare la riabilitazione sottoponendosi a terapie con controlli frequenti. Un vero e proprio disagio per i pazienti – e i famigliari – che devono affrontare più volte il tragitto, spesso da soli su mezzi pubblici se non ci sono familiari disponibili ad accompagnarli. Stiamo parlando di persone che, in diversi casi, vivono un disagio sociale ed economico, e sono costrette a trasferirsi in un contesto cittadino che non è per niente familiare a chilometri di distanza”. La residenza psichiatrica, in cui troverebbero posto 12 letti e per la cui costruzione sono previsti due anni, rappresenta la struttura intermedia per la gestione del passaggio dalla fase acuta alla vita quotidiana ed è per questo che “va portata sul territorio dove i malati vivono”, magari insieme al Centro Diurno che potrebbe trovare spazio nella medesima struttura sanitaria. “I 2 milioni necessari per la costruzione della residenza psichiatrica sono già stati stanziati e sarebbe davvero un peccato perdere questa ennesima occasione. E’ già successo” ricorda Cova.  “L’area individuata presenta caratteristiche favorevoli per la vicinanza alla pista d’atletica dove il mercoledì mattina ci si ritrova per la camminata con ginnastica dolce e a un centro commerciale, ed è ben servita dai mezzi pubblici”. Se la Medicina Sportiva troverà posto nella nuova piscina e la Casa della Salute verrà realizzata nei locali della Polisportiva Dorando Pietri, la Residenza psichiatrica potrebbe avere un suo perché in quella zona. “Per non parlare dei benefici che porterebbe in termini di differenza di costi, di servizi e di cura” conclude Cova.
Sara Gelli
 

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