Bevande energetiche e adolescenti: serve più informazione per fare conoscere gli effetti

Molti ragazzini non sanno cosa contengono, una parte le considera bibite alla stregua di tante altre, alcuni sono convinti di poter migliorare le proprie prestazioni sportive, pochi conoscono i rischi di un uso eccessivo di bevande energizzanti. A fare chiarezza è il dottor Gustavo Savino, Direttore del Servizio Medicina dello Sport dell'Azienda USL di Modena. 

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Adolescenti che entrano al supermercato prima di andare a scuola e consumano abitualmente bevande energizzanti: succede anche a Carpi dove sono stati notati da persone intente a fare la spesa che si sono preoccupate di segnalare questo fenomeno. Molti ragazzini non sanno cosa contengono, una parte le considera bibite alla stregua di tante altre, alcuni sono convinti di poter migliorare le proprie prestazioni sportive, pochi conoscono i rischi di un uso eccessivo di bevande energizzanti. A fare chiarezza è il dottor Gustavo Savino, Direttore del Servizio Medicina dello Sport dell’Azienda USL di Modena.  “Le bevande energizzanti o energy drink contengono soprattutto caffeina” chiarisce il dottor Savino. “La caffeina è stata vietata fino al 2005 in ambito sportivo agonistico in quanto ritenuta sostanza dopante: quando l’Agenzia Internazionale Antidoping ha tolto la caffeina dalla lista nera si sono largamente diffuse bevande che la contenevano, è stato un vero e proprio boom. Anche nelle pubblicità si rimarca che queste bevande mettono le ali perché forniscono energia e maggior concentrazione: in ambito giovanile se ne registra il consumo prima di andare in discoteca o per rimanere svegli durante le ore di prolungato studio notturno”.

Quanta caffeina contengono?

“In Italia, per fortuna, siamo soggetti a una normativa europea che regola la preparazione e la distribuzione delle bevande energizzanti; inoltre, esiste un’agenzia che ricomprende i principali produttori e che ha stabilito il limite massimo di 80 milligrammi di caffeina per 250 millilitri di bevanda: ciò significa che all’interno di una lattina c’è l’equivalente di una tazzina di caffè. Se ci si limita a una lattina, così come se ci limitiamo a una sola tazzina di caffè, il relativo effetto è minimo e non ci sono rischi sull’apparato cardiovascolare. Se invece la caffeina viene assunta in dosi elevate genera un aumento della frequenza cardiaca: se le lattine diventano, due, quattro o cinque, aumenta il rischio di tachicardia e persino di aritmie, cioè di una frequenza irregolare del cuore. Quindi occorre spiegare, soprattutto a soggetti molto giovani, che non bisogna abusare di queste bevande: è una regola che vale per ogni cosa”.

Oltre alla caffeina cosa contengono?

“Aromi che conferiscono sapore particolare, a volte la taurina un aminoacido che serve all’organismo ma non influisce sul sapore, zuccheri…”

E’ sconsigliabile il consumo in età pediatrica?

“Più il soggetto è di età ridotta, meno è consigliabile il consumo di caffeina che – ricorda il dottor Savino – non è presente nel nostro organismo e non è un integratore. È una precisazione fondamentale. L’ integratore è un prodotto a elevata concentrazione di nutrienti di cui l’organismo ha fabbisogno: vitamine, aminoacidi, minerali… Proporre la caffeina quando l’apparato cardiovascolare non è completamente sviluppato può dare effetti sul cuore aumentando il livello di attenzione ma anche lo stato di agitazione”.

A cosa occorre prestare attenzione?

“Non è da trascurare il tipo di bevanda che si acquista e dove la si compra: nei canali tradizionali della grande distribuzione italiana c’è il bollino della comunità europea sulle bevande energizzanti che contengono dunque quantità di caffeina certificata ma acquistando su internet prodotti che provengono dagli Stati Uniti o da Paesi extra europei si potrebbe incorrere in una quantità molto più elevata di caffeina di quella consentita a livello europeo. Ci sono bevande energizzanti americane che contengono l’equivalente di otto/dieci caffè con concentrazioni di caffeina maggiorate rispetto alle bevande acquistate in Italia. Occorre fare molta attenzione: negli stati uniti ci sono stati casi di aritmie gravi e condizioni complesse per la salute di adolescenti che hanno abusato di questo tipo di bevande”.

Si tratta di bevande utili agli sportivi?

“Un atleta che pratica regolarmente uno sport ha una frequenza cardiaca è più bassa e il cuore allenato batte più lento. Imbottirsi di caffeina per affrontare una competizione è controproducente perché annulla gli effetti ottenuti con l’allenamento e il cuore dell’atleta si stanca prima del tempo”.

Sara Gelli