Itis Vinci, giù le mani dal corso di Elettronica

L’appello all’Ufficio scolastico provinciale, deciso a tagliare una classe del corso di Automazione Elettronica dell’Itis Leonardo da Vinci di Carpi, nonostante si preveda l’iscrizione di circa 34 studenti, parte dai docenti. La formazione di una classe pollaio non avrebbe ripercussioni negative solo sugli studenti ma “impatterebbe in modo deleterio anche sul tessuto industriale del nostro territorio caratterizzato da un enorme bisogno di figure tecniche con questo profilo”, spiega il professor Pasquale Altieri, coordinatore del corso di Elettronica.

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Carpi (Mo). Istituto Tecnico Industriale "Leonardo da Vinci"

L’appello all’Ufficio scolastico provinciale, deciso a tagliare una classe del corso di Automazione Elettronica dell’Itis Leonardo da Vinci di Carpi, nonostante si preveda l’iscrizione di circa 34 studenti, parte dai docenti.

“Siamo consapevoli che il numero di iscritti al corso in questi ultimi anni è stato in calo – sottolinea il professor Pasquale Altieri, coordinatore del corso di Elettronica – ma il rischio reale è la creazione di una classe molto numerosa con l’inevitabile riorientamento di alcuni studenti che, non potendo essere ammessi nel corso di elettronica, si vedrebbero indirizzati altrove, con comprensibile disagio per i ragazzi e le loro famiglie”. La formazione di una classe pollaio non avrebbe ripercussioni negative solo sugli studenti ma “impatterebbe in modo deleterio anche sul tessuto industriale del nostro territorio caratterizzato da un enorme bisogno di figure tecniche con questo profilo. Riceviamo quotidianamente richieste di diplomati di questo specifico settore: per gli imprenditori è un grosso problema, poiché di queste figure altamente specializzate non se ne trovano. Una riduzione delle classi amplificherebbe ulteriormente un problema già allarmante”.

I docenti manifestano pertanto la propria contrarietà “a una valutazione puramente ragionieristica sulla concessione delle classi da formare senza tener conto di numerosi altri fattori”, aggiunge Altieri. 

A essere fortemente penalizzati sarebbero anche “gli studenti affetti da DSA/DVA che frequentano le attuali classi seconde e che poi confluirebbero in questa unica terza pollaio”. Per non parlare poi di tutti i ragazzi che, ogni anno, provengono da altri istituti della provincia di Modena e non solo per iscriversi proprio al corso di elettronica e che non potranno essere accolti.

Insomma si annunciano tempi bui per il settore dell’automazione, in barba ai “corposi investimenti fatti per questo dipartimento, alle collaborazioni create nel corso del tempo con le aziende del territorio e ai numerosi risultati di rilievo, anche internazionale, ottenuti dai ragazzi in occasione di gare e concorsi e che hanno dato – e danno tuttora – lustro alla scuola”, sottolinea amaramente Altieri.

Preoccupa l’inevitabile precarizzazione di un corso storico del Vinci, qualora l’Ufficio scolastico provinciale non cambi rotta, e la dispersione di tante competenze specifiche acquisite dai docenti in particolare nel campo dell’automazione e della robotica.

Il grido d’aiuto lanciato dagli insegnanti del dipartimento di elettronica è unanime: “l’Ufficio scolastico provinciale receda da tale decisione, per il bene dei ragazzi, delle loro famiglie e dei tanti imprenditori del nostro territorio”.

Jessica Bianchi