Tra coraggio e dedizione, 150 anni di Vigili del Fuoco a Carpi

C’erano loro quando nel 1984 si verificò il crollo di un’ala dell’ospedale Ramazzini da cui estrassero una vittima e un ferito grave, oppure quando nel 2001 il maxi tamponamento in A22 coinvolse 250 mezzi, e ancora in occasione delle numerose alluvioni e terremoti, l’ultimo quello del 2012.

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I vigili del fuoco di Carpi in azione nel 1984 quando si verificò il crollo di un’ala dell’ospedale Ramazzini da cui estrassero una vittima e un ferito grave

C’è una data che può essere indicata come atto di fondazione del Corpo dei Vigili del Fuoco della nostra città: 18 maggio 1864. La delibera municipale che approva il Regolamento delle Guardie del Fuoco stabilisce che la squadra sia composta da dodici persone, domiciliate a Carpi, di sana e robusta costituzione, meglio se “operai costruttori, cioè falegnami, fabbri e muratori che non abbiano oltrepassato l’età di 45 anni, che abbiano adempiuto agli obblighi di leva, comprovino d’aver sempre mantenuto una buona condotta morale e politica e d’essere scevri da criminali pregiudizi”. Troppi gli incendi in città per non dotarsi del corpo dei pompieri la cui storia locale è stata tratteggiata da Dante Colli in Quando le campane suonavano a martello. Storia dei pompieri di Carpi, il volume che ricorda il sacrificio e la dedizione di tanti uomini del distaccamento della nostra città che, nel silenzio e senza interessi personali, hanno sempre portato aiuto e speranza alle persone in pericolo e difficoltà.

C’erano loro quando nel 1984 si verificò il crollo di un’ala dell’ospedale Ramazzini da cui estrassero una vittima e un ferito grave, oppure quando nel 2001 il maxi tamponamento in A22 coinvolse 250 mezzi, e ancora in occasione delle numerose alluvioni e terremoti, l’ultimo quello del 2012.

Nel 1975 da via Garagnani i vigli del fuoco si trasferiscono in via Giovanni XXIII in un vecchio deposito di acque minerali, poi dal 1991 il Distaccamento di Carpi ha trovato la sua sede in via Parri, laterale di via Bollitora: l’opportunità di trasferirsi dalla sede di via Giovanni XXIII, non più adeguata alle esigenze, si realizza quando la Cooperativa Muratori che si fonde con la Cooperativa Braccianti, e si liberano un edificio e i capannoni. La nuova sede è intitolata a Quinto Brani, il vigile del fuoco morto sul campo precipitando da una scala nel 1946.

Nel volume Dante Colli tratteggia il profilo di tanti pompieri protagonisti della storia recente della nostra città. Arrigo Casali, classe 1931, capostipite di una tradizione familiare, ha trasmesso la stessa passione ai nipoti, tra cui Paolo Lodi, vigile del fuoco fresco di pensione dal primo gennaio. Classe 1961, colonna portante a Carpi, comandante dal 1986. È nell’agosto del 2013 i pompieri ancora una volta hanno dato dimostrazione della loro preparazione e del loro coraggio in occasione dell’incendio alla Care di Fossoli. “Fare il Vigile del Fuoco – afferma Lodi – è un’arte e va curata con la passione con cui si ama una donna. Ci vuole passione e anche un po’ di paura, sensazione che ti fa riflettere e evita errori. Lascio con soddisfazione, con gioia per il dovere compiuto, ma è un forte distacco…”.

Dante Turci, classe 1936, dai cui ricordi riemerge il caso che commosse tutta Carpi: durante le feste natalizie alcune famiglie si ritrovarono presso un laboratorio di maglieria. Due piccoli sfuggirono disperdendosi nei saloni di lavorazione per scoppiettare giochi e artifizi natalizi. Scoppia un incendio rapidissimo. Non lo sanno ma si sono chiusi nel laboratorio ed è impossibile entrare e uscire. Quando arrivano i pompieri la tragedia è conclusa.

Alfonso Bignardi, classe 1944, Dante Lugli, classe 1945, Maurizio Mazzacani, classe 1954; Massimo Mantovani, classe 1960, salito alla ribalta internazionale. Oltre agli incendi, ricorrono nei loro racconti, gli incidenti d’auto che hanno richiesto l’intervento dei vigili del fuoco: negli anni Ottanta fu un’escalation con 130 interventi annuali. “Resta nell’alone di un cataclisma epocale il maxi tamponamento del 16 gennaio 2001. La fitta nebbia rendeva invisibile la barriera al tempo situata a Campogalliano e che veniva centrata più volte. Vennero coinvolti 250 automezzi e si contarono 3 morti e una trentina di feriti. I Vigili del Fuoco intervennero con numerosi mezzi per liberare le macchine dalle lamiere attorcigliate le une alle altre e rendere così fruibile una corsia per poter recuperare gli infortunati”.

Un giorno senza rischio è non vissuto. Così recita la preghiera di Santa Barbara, protettrice dei Vigili del Fuoco, la cui vita è dedicata alla salvaguardia di tutti noi.

Sara Gelli