Il degrado corre nella via della Catena

Perchè non trasformare questa strada in una piccola galleria a cielo aperto con istallazioni, stendardi e, perchè no, murales? Il Comune di Carpi non potrebbe farsi portavoce presso i privati per tentare di ravvivare questo angolo del centro storico?

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E’ uno dei vicoli più suggestivi del centro storico di Carpi ma la centralissima via Paolo Guaitoli, nota ai carpigiani come via della Catena, versa in pessime condizioni. Si contano infatti sulle dita di una mano gli esercizi commerciali che qui resistono circondati da un desolante susseguirsi di serrande abbassate e vetrine oscurate.

Per anni amato asse dello shopping e del cibo di strada, alzi la mano chi non ha acquistato un disco da Tosi Dischi e mangiato una piadina al Perchè no, oggi è del tutto abbandonata a se stessa. A nulla sono valsi gli sforzi dell’Amministrazione per riqualificarne gli spazi: nonostante la bianca pavimentazione e l’arredo urbano, tra panchine e fioriere, la via della Catena è ormai desertificata. D’altronde un contenitore vuoto per quanto bello non ha alcun appeal… e così a via Paolo Guaitoli, a differenza della riqualificata e rivitalizzata Piazza Garibaldi, vero e proprio salotto cittadino con tutti i suoi bar e ristoranti, tocca il ruolo di urinatoio per cani e non. E se la pietra di Luserna è disseminata di ricordini, ai muri non va molto meglio, a partire dalle vecchie bacheche piene di scritte a ridosso del portico. Perché non riempirle d’arte? 

L’idea di appendervi ombrelli e salvagenti colorati aveva reso il pezzo di cielo che si scorge tra gli antichi palazzi della via suggestivo e multicolor, richiamando grandi e piccini. E allora perchè non trasformare questa strada in una piccola galleria a cielo aperto con istallazioni, stendardi e, perchè no, murales? Il Comune di Carpi non potrebbe farsi portavoce presso i privati per tentare di ravvivare questo angolo del centro storico? Riappropriamoci  di questo spazio prima che il degrado se lo inghiotta del tutto. Siamo già sulla buona strada.

Jessica Bianchi