Aeroporto di Fossoli, l’Amministrazione faccia la sua parte

Mario Marinelli, presidente del Consorzio di Promozione Aeroportuale di Carpi, rispedisce al mittente le motivazioni addotte dall’assessore Righi per posticipare ulteriormente - o stoppare del tutto - l’allungamento della pista di atterraggio dell’aeroporto di Fossoli.

0
740

Tra i tanti progetti incompiuti della nostra città ve ne è uno fermo da quindici anni. L’allungamento della pista di atterraggio dell’aeroporto di Fossoli venne “promesso” dalla Giunta Campedelli nel 2006 ma da allora quelle parole sono rimaste lettera morta. A rilanciarne l’importanza è Mario Marinelli, amministratore delegato di Aelia nonché presidente del Consorzio di Promozione Aeroportuale di Carpi: “disponiamo di una risorsa inutilizzata rispetto al valore che potrebbe esprimere”. Gestito dall’Aeroclub Carpi, l’aeroporto sarebbe il candidato perfetto per fare di Carpi un polo dedicato al settore aeronautico: un’opportunità che potrebbe creare nuovi posti di lavoro e dare una ventata d’ossigeno a un’economia messa ulteriormente in ginocchio dalla pandemia. Un’operazione sulla quale l’assessore all’Urbanistica, Riccardo Righi, è cauto: “per realizzare l’allungamento della pista occorrerebbe espropriare alcuni terreni e realizzare infrastrutture di servizio oggi assenti. Interventi che inciderebbero sulle casse comunali per una cifra che supererebbe il milione di euro. Allo stesso tempo è necessario capire come l’aumento del traffico aereo inciderà sui residenti in termini di inquinamento acustico e sulla fauna presente. Solo dopo aver valutato con attenzione le ricadute, numeri alla mano, saremo in grado di decidere se l’aeroporto meriti di essere potenziato con risorse pubbliche”. Una risposta che non ha soddisfatto Marinelli: “è vero, l’Amministrazione Comunale non ha mai siglato un accordo vincolante ma è altrettanto vero che ha chiesto pubblicamente alle imprese, consorziatesi per promuovere tale sviluppo, di investire centinaia di migliaia di euro in infrastrutture aeroportuali. Ed è in virtù di tale accordo, seppur non scritto, che le imprese hanno fatto la propria parte: hanno speso soldi per acquistare i terreni e investito oltre 250mila euro in infrastrutture aeroportuali che ora sono di proprietà della nostra città, ed ecco perché, in funzione di tutto ciò, l’Amministrazione di allora decise di votare in Consiglio Comunale il vincolo ai terreni preposti all’allungamento della pista”. Poi, sindaco e giunta sono cambiati e il tempo è trascorso infruttuoso, mentre il settore dell’aviazione e dell’aerospazio segna una fortissima crescita in tutta Europa. “Un’opportunità colta non solo dai soliti noti europei come Germania e Francia ma anche da alcuni paesi dell’Est quali Repubblica Ceca e Polonia. Paesi che hanno avuto accesso in questi ultimi anni a centinaia di migliaia di euro dalla UE per investimenti infrastrutturali e finanziamenti alle imprese vincolati a nuove assunzioni in un ambito in cui le retribuzioni sono quelle di una forza lavoro specializzata e certificata”. Mario Marinelli insiste poi sulla vocazione dell’aeroporto cittadino, non legata al “trasporto aereo bensì ai servizi. Nessuno desidera che a Carpi atterrino più aerei e con maggiore frequenza rispetto agli attuali. Vorremmo però che atterrassero aeromobili capaci di produrre ricchezza. Voli non solo dedicati allo sport o al divertimento come accade ora ma capaci di produrre stipendi e reddito. Aerei che per i servizi che richiedono, sostanzialmente assenti sul territorio nazionale, sono costretti a recarsi in Francia, Germania, Svizzera, Polonia, Repubblica Ceca e così via… portando ricchezza fuori dall’Italia e garantendo posti di lavoro specializzato a ragazzi che non sono quelli di Carpi”. Qualche esempio di servizi? Dalla manutenzione annuale al rimodernamento della strumentazione di volo, dal rifacimento degli interni della cabina all’installazione di modifiche certificate per rilevamenti aerei con aerei e elicotteri, alla pulizia e sanificazione interna ed esterna dei velivoli.

“Un aeromobile che la mia azienda gestisce – spiega Marinelli – ha appena aggiornato l’avionica di bordo spendendo 400mila euro, dando così lavoro per tre mesi a maestranze di Kunovice nella Repubblica Ceca, presso un’azienda costruita 5 anni fa quasi interamente con finanziamenti della Comunità Europea. Quante occasioni perse per la nostra città”. Impropria anche la preoccupazione relativa agli aspetti legati all’ecologia dal momento che, sottolinea il presidente, “disturba maggiormente la fauna locale un aeromobile che orbita su Carpi, Fossoli o Budrione per ore, magari nei caldi i weekend estivi, per portare in giro turisti, appassionati e paracadutisti, anziché un aeromobile che atterra oggi e riparte dopo un mese”. Rispedita al mittente anche la preoccupazione relativa all’impegno finanziario di cui dovrebbe farsi carico l’Amministrazione “a meno di non includere nel costo di un progetto di sviluppo, riconducibile in un ettaro di terreno già vincolato e 300 metri di asfalto, anche la spesa per la manutenzione di una strada di accesso a dir poco devastata e fuori dai limiti della sicurezza, e che già ora dovrebbe servire residenti e aziende”.

Oggi più che mai – “come ha più volte sottolineato anche il vicesindaco Stefania Gasparini”, aggiunge Marinelli – la nostra città ha bisogno di immaginare un futuro nuovo e di investire in settori differenti rispetto a quelli storicamente presenti sul territorio e l’attività aerospaziale è senza tema di smentite uno di questi. Certo serve coraggio e, come conclude Marinelli, un’Amministrazione non può limitarsi a “gestire ciò che ha” ma, al contrario, “provare a indirizzare il futuro” senza rinnegare quanto già immaginato in passato.

Jessica Bianchi