La più grande sfida del Coronavirus? Ri-pensarci

Carpi non deve rinunciare all’idea di “ricominciare a respirare” nella certezza che il Coronavirus non segna la fine del mondo: la più grande sfida è quella di “ri-pensarci” domani perché quello che stiamo vivendo non si esaurisce in un’emergenza sanitaria ma va ben oltre e non è previsto alcun ritorno alla ‘normalità’.

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Nessun allentamento in vista per bar e ristoranti. A meno di ripensamenti in corsa, rimarranno chiusi dopo le 18. Il Governo ha deciso di confermare le restrizioni anche nelle zone gialle per limitare le occasioni di socialità allargata. Sarà valutata la richiesta di apertura a pranzo nelle zone arancioni ma è un’ipotesi che i rigoristi escludono ritenendo che sia un azzardo in questo momento. In ogni caso rimangono le regole di massimo quattro persone a tavola e mascherina obbligatoria quando ci si alza. Sarà invece sempre possibile la vendita per cibo e bevande da asporto e la consegna a domicilio per cui l’invito è quello di approfittarne per consentire alle attività del nostro territorio di superare questi mesi che saranno particolarmente difficili.

La sofferenza è palpabile e reagire non è facile ma c’è chi non molla e con l’ingegno si spinge oltre l’ostacolo. Succede al ristorante Laghi Anna in via Griduzza dove è stata lanciata l’iniziativa della cena in camper: chi possiede un camper può trovare parcheggio nell’ampia area esterna e il ristorante consegna la cena che si può consumare restando sul proprio mezzo.

E’ anche il momento dei grandi sogni da realizzare perché “ogni crisi apre occasioni a chi le sa cogliere” e così la Stazione del Gusto chiude in piazzale Ramazzini per tornare molto presto “con un locale che sarà l’espressione delle nostre anime, dove ogni piatto, ogni vino, ogni risata ‘puzzerà’ di romanità e schiettezza tipica della Città Eterna”.

Prende corpo la consapevolezza dei cambiamenti cui le nostre città andranno incontro e c’è già chi, come Boeri, progetta di ‘portare all’esterno’ tutte le attività che svolgevamo al chiuso: teatri, cinema, locali e negozi che dovrebbero proiettarsi fuori, con dehors e spazi riscaldati. Pur non potendo vantare una archistar, Carpi non deve rinunciare all’idea di “ricominciare a respirare” nella certezza che il Coronavirus non segna la fine del mondo: la più grande sfida è quella di “ri-pensarci” domani perché quello che stiamo vivendo non si esaurisce in un’emergenza sanitaria ma va ben oltre e non è previsto alcun ritorno alla ‘normalità’.

Sara Gelli