Carpi avrà il suo corso di laurea

Approvato l’accordo tra Fondazione CR Carpi, Università di Modena e Reggio Emilia e Comune di Carpi per l’attivazione e il mantenimento di un corso di laurea in ambito ingegneristico sul territorio carpigiano, con avvio atteso nel settembre 2022.

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“Un annuncio destinato a lasciare un segno nella storia di Carpi”. Così Corrado Faglioni ha definito l’approvazione dell’accordo tra Fondazione CR Carpi, Università di Modena e Reggio Emilia e Comune di Carpi per l’attivazione e il mantenimento di un corso di Laurea in Ingegneria a partire dall’anno accademico 2022-2023. L’atto, che prevede anche lo sviluppo di ulteriori collaborazioni sempre nell’ambito dell’istruzione e della ricerca nel settore dell’ingegneria, darà corpo a un modello virtuoso di collaborazione tra istituzioni che ha come obiettivo la promozione dell’innovazione, il suo sviluppo, e la valorizzazione delle competenze sul territorio.

“Un corso centralizzato su Carpi, da costruire insieme, organizzato da Unimore e non sovrapposto all’attuale offerta dell’Ateneo. Insomma, – prosegue Faglioni – un’opportunità nuova per garantire slancio al nostro tessuto locale. Un’occasione per contribuire allo sviluppo futuro del nostro territorio attraverso l’alta formazione, vero proprio elemento di traino all’interno di un disegno strategico più ampio, che costituisce uno dei pilastri fondamentali del nostro mandato. Un modo per aprire per Carpi nuovi orizzonti e proiettare la nostra città in una dimensione nazionale e non solo”.

Per sostenere l’avviamento della formazione di tipo accademico sul territorio, “l’impegno finanziario della Fondazione, spalmato su 12 anni, – sottolinea il presidente – sarà di 6 milioni di euro e servirà a garantire la presenza di docenti universitari in città. Inoltre metteremo a disposizione una idonea sede, di circa 4mila metri quadri nell’area dell’ex Consorzio Agrario in una zona, quella dell’Oltreferrovia, del tutto strategica nel piano di sviluppo a cui sta lavorando l’Amministrazione”. La sede “ampia e moderna” sarà costruita ex novo “per accelerare i tempi e consentire l’avvio del corso di laurea già a partire dal 2022”, specifica Faglioni, mentre “il recupero dell’edificio storico seguirà un percorso differente”.

Ma, aggiunge il sindaco Alberto Bellelli, “sarà mantenuto libero il cannocchiale” che consente da via Corbolani di ammirare Duomo e Sagra.

L’Ateneo di Modena e Reggio Emilia avrà il compito di gestire e coordinare le iniziative didattiche e di ricerca nella sede carpigiana, promuovendo i rapporti con le realtà produttive interessate, con specifico riferimento alle discipline attinenti al corso di laurea. Gli obiettivi generali delle attività formative verranno discussi e individuati da un apposito Tavolo di Consultazione costituito da componenti appartenenti a Fondazione, Comune e mondo imprenditoriale locale. La definizione delle modalità di collaborazione con il territorio e di realizzazione del progetto sono affidate a un Comitato Tecnico Scientifico composto da rappresentanti dei tre Enti.

“Questo intervento – ha aggiunto Carlo Adolfo Porro, Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia – è particolarmente significativo e si colloca in un territorio ricco, fertile, innovativo a cui l’università è lieta di dare un ulteriore contenuto in termini di progettualità e visione per il futuro. Investire in capitale umano e alta formazione è l’unico modo per far sì che il Paese resti ad alti livelli nella competizione globale. Questa non sarà un’iniziativa in competizione con altre, bensì un ulteriore tassello, dalla configurazione originale, di un quadro strategico complessivo dell’offerta del nostro ateneo, vero e proprio motore di sviluppo”. La sfida di oggi e di domani, aggiunge Corrado Faglioni, “è quella di avere dei laureati formati non solo per un settore verticalizzato bensì capaci di muoversi in modo trasversale, ecco perché non vogliamo limitare l’ambito al solo tessile”.

“Siamo stati una bella squadra – commenta Alberto Bellelli – insieme abbiamo messo la testa fuori dall’acqua per immaginare un futuro diverso. Una sinergia istituzionale forte che parla di coraggio e ambizione, quello di cui la nostra terra ha bisogno. Oggi più che mai. Poche città non capoluogo possono vantare una presenza universitaria, Carpi sarà tra quelle. Il polo che nascerà nell’Oltreferrovia è solo l’inizio di un percorso su cui stiamo lavorando da un anno a questa parte”.

Il Comune di Carpi si è reso poi disponibile all’implementazione dei servizi di trasporto e delle infrastrutture necessarie: dalla realizzazione di un sottopasso ciclopedonale adeguato per collegare il polo alla stazione ferroviaria al superamento del passaggio a livello di via Roosevelt.

“Al momento – conclude il sindaco – sono in corso due trattative. Una con la Regione Emilia Romagna – per valutare la possibilità di realizzare una metropolitana di superficie che colleghi Carpi a Modena e l’altra con RFI per risolvere l’annoso nodo Roosevelt”.

Jessica Bianchi