Come volersi bene, anche a tavola!

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Fantasticando su un ipotetico genio della lampada pronto a realizzare tre desideri, proprio lo stesso che incontrò Aladino ne Le mille e una notte, credo potrei chiedere di mangiare prelibatezze in quantità illimitata dimagrendo e ringiovanendo. Pensate. Più mangi pizza e gelati e più il girovita si assottiglia, gli esami del sangue migliorano, la pelle si rassoda e la vita ti sorride. Il genio della lampada, però, è il personaggio di una fiaba, nessuno lo ha mai incontrato e la realtà è assai più beffarda. I broccoli lessi fanno bene, così come l’insalata verde, il pesce al vapore e il pollo grigliato. Poco sale, niente zucchero, al bando gli alcolici. Bere acqua e muoversi tanto completano il quadro. Non facile se l’indole è quella del gaudente e la forza di volontà sta comoda sul divano tra i cuscini: avete presente quando si decide di andare a fare una lunga passeggiata e di condire l’insalata e poi si viene inghiottiti dalla poltrona con in mano un pacco di tortillas? Io sì. Ma la faccenda si fa seria quando i chili in più si accumulano e, a quel punto, il problema non è più rappresentato da quei 4 chili che impediscono di allacciare i jeans dell’anno prima: in Emilia Romagna è in sovrappeso il 31% della popolazione, di cui il 12% soffre di obesità. Un bimbo su 4 pesa troppo e in famiglia si cucina poco e male. L’obesità è il secondo fattore di rischio dopo il fumo per lo sviluppo di neoplasie, ma sovrappeso e sedentarietà sono tra i principali fattori di rischio per diabete, disturbi cardiaci, problemi articolari e ipertensione. E si smette di scherzare. Si cucina sempre meno in casa e c’è poca educazione alimentare nelle famiglie, si parla molto di cibo, ma se ne parla male. Anche per questo è utile avvalersi dell’aiuto di professionisti capaci di motivare e mettere in campo il necessario affinché la sensazione di benessere arrivi a superare il piacere dell’ozio nutrito a carboidrati. Roberto Vecchi è un personal trainer carpigiano che, già dall’aspetto, si presenta molto credibile nel ruolo; quel tipo di uomo alto, muscoloso, biondo, con gli occhi azzurri e un bel sorriso che vince premi nazionali per quanto è bello e in forma. Ma neanche per lui i risultati arrivano gratis. Coltiva da tempo il progetto di un centro di personal training insieme ad alcuni collaboratori che, dopo qualche inciampo, dovrebbe concretizzarsi a breve. Nel frattempo continua ad allenare privatamente anche a domicilio.
Roberto, in che percentuale incide l’alimentazione quando si tratta di dimagrire e soprattutto di riuscire poi a mantenere il peso forma?
“L’alimentazione incide per ben il 70%, l’esercizio fisico per il 30. Siamo come nasciamo, diventiamo come mangiamo, come ci muoviamo, come respiriamo e come pensiamo è una sintesi efficace. Ciascuno di noi ha una base genetica su cui, lavorando, si possono ottenere importanti cambiamenti”.
Quali sono i tuoi pasti-tipo e a fronte di quanto allenamento?
“Non esistono diete bensì abitudini alimentari che devono diventare uno stile di vita da mantenere nel tempo. Io ad esempio seguo la Dieta a Zona che mi consente di bilanciare in ogni pasto i nutrienti necessari, carboidrati a basso indice glicemico, proteine, grassi e minerali. Escludere intere categorie di alimenti per tutta la vita credo sia impossibile, per questo evito le diete unicamente proteiche e mangio abitualmente cereali integrali, farro, avena. Molta verdura a foglia verde, pasta solo integrale e se si tratta di frutta, meglio la mela o l’arancia della banana. Adesso mi alleno 5 volte alla settimana per 60-90 minuti, ma oggi a 42 anni vivo anche un po’ di rendita dopo vent’anni di esercizi. Nel mio lavoro mi avvalgo anche della consulenza di nutrizionisti per percorsi personalizzati”.
Vita sociale e stile di vita corretto. In che modo si possono conciliare cene con amici, amiche e aperitivi con una dieta sana? Quando lasciarsi andare?
“La mia strategia è di essere rigoroso per 5-6 giorni la settimana, ma ogni weekend mi concedo tre pasti liberi.
Sabato sera, domenica a pranzo e domenica a cena. Se durante la settimana fai attenzione a quello che mangi e fai movimento, la pizza o le lasagne non fermano il dimagrimento. E’ fondamentale per l’equilibrio anche mentale non farsi ossessionare dalla corretta alimentazione o si finisce per peggiorare la propria qualità di vita. Quando esco con gli amici non ordino certo pollo e verdura! Bevo lo spritz, mangio la pizza e anche le tigelle”.
Riesci a cambiare lo stile di vita anche di persone da sempre poco inclini ai sacrifici?
“E’ la forza del mio lavoro. Vedere persone che non riescono ad accettarsi, che evitano gli specchi e si sentono brutte e osservate ovunque, cambiare via via aspetto nel tempo. Significa anche vederle rinascere dal punto di vista emotivo: mettono in campo una forza di volontà che le rende anche più sicure di loro stesse, più estroverse e felici. Ma è un lavoro che si fa insieme. E’ capitato anche qualche caso in cui gli ostacoli di natura psicologica hanno impedito alla persona di riuscire a mettere in campo la necessaria dose di impegno e fatica. Ma dai 18 ai 60 anni credo di aver aiutato davvero molte persone a stare meglio da tutti i punti di vista”.
Tu sei un perfezionista e hai molta autodisciplina: si diventa rigidi anche verso le persone attorno a sé?
“No, assolutamente; non sono fissato. Ma a volte mi capita di vedere persone in forte sovrappeso e di immaginare le loro difficoltà, avrei voglia di aiutarle, istintivamente, ma non posso essere io a fare il primo passo, il percorso per stare e vivere meglio deve partire dalla loro consapevolezza”.
Clarissa Martinelli

 

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