I terreni fantasma della Asp e la creativa gestione dei dipendenti: il Movimento 5 stelle denuncia irregolarità

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Bende, pannoloni, traverse, disinfettanti e… terreni. Tra le cosiddette “rimanenze” di bilancio dell'ASP – Azienda Servizi alla Persona dell'Unione delle Terre d'Argine, spuntano dei “fantomatici” terreni per un valore di 1 milione e 600mila euro. L'anomalia, presentata dai consiglieri del Movimento 5 stelle in occasione della presentazione del bilancio consolidato delle Terre d'Argine lo scorso 24 settembre, ha scatenato una vera e propria bufera tra i banchi del civico consesso. L'Asp, società partecipata al 100% dell'Unione, i cui soci sono dunque i quattro comuni, ovvero Carpi, Novi, Soliera e Campogalliano, spiega la pentastellata Monica Medici, “avrebbe dovuto annoverare questi terreni (definiti nel documento di bilancio “edificabili, urbanizzati e permutati nel breve e medio periodo”) tra le immobilizzazioni e non nelle rimanenze. Paiono dettagli, tecnicismi, ma non è affatto così. Tali proprietà nascono nel 2008 e venivano definite “attività in corso” poi, con la legge 118 del 2013 che introduce l'obbligo dei bilanci armonizzati per enti pubblici e società partecipate a partire dal gennaio 2015, l'Asp ha inserito i terreni tra le rimanenze. Qui non si tratta di una errata classificazione, bensì di una volontà precisa, ovvero fare cassa. Ciò che compare tra le rimanenze, infatti, può essere venduto senza lasciare traccia. Peccato – prosegue Medici – che in un bilancio pubblico le entrate in conto capitale debbano essere reinvestite in conto capitale proprio per non depauperare il patrimonio. Inoltre, ogni bene pubblico prima di essere ceduto dev'essere bandito attraverso un bando pubblico e trasparente; con le rimanenze invece tutto può essere fatto in sordina, come nel caso di un contratto tra privati. Una cosa inammissibile”. Intanto il valore dei terreni, dal 2008 a oggi, è incomprensibilmente cresciuto: “da 1 milione a oltre 1 milione e mezzo. E' davvero scorretto che con le rette pagate da anziani e famiglie e col Fondo regionale della non autosufficienza si acquistino terreni… ma, etica a parte – sottolineano Eros Gaddi e Monica Medici – se proprio vuoi comprarli, inseriscili tra le immobilizzazioni, per aumentare il capitale, nella massima trasparenza, e nel caso volessi rimetterli sul mercato fai un bando. Non lo diciamo noi, ma la Legge. Dove sono questi terreni? A chi vengono venduti? Qualcuno deve darci risposte a partire dai responsabili di tutto ciò, ovvero i quattro comuni soci, l'amministratore unico di Asp e il revisore dei conti. Non possiamo certo accontentarci delle parole di Antonio Castelli, dirigente del Settore Finanze Bilancio Controllo di gestione dell'Unione che, durante il consiglio, si è giustificato dicendo che il revisore dei conti non ha eccepito nulla”. Ma questi terreni non potrebbero essere frutto di donazioni? "Se anche lo fossero – spiegano – non potrebbero comunque essere annoverati tra le rimanenze e comunque quel mezzo milione di euro in più non è certo giusitificabile con una rivalutazione di mercato". Ai grillini c'è poi un'altra voce che proprio non va giù, ovvero la gestione del personale dell'Azienda Servizi alla Persona dell'Unione. Sotto accusa lo sforamento del tetto massimo, imposto dal nuovo contratto collettivo, del personale in somministrazione, ovvero quello interinale. “Nel 2017 a fronte di 63 dipendenti regolarmente assunti con contratto a tempo indeterminato, l'Asp ne ha 32 in somministrazione, numeri che sforano del 54% il tetto imposto per legge (il nuovo contratto stabilisce infatti che gli interinali non possano essere più del 20% del totale, mentre il vecchio, ancor più stringente, fissava la quota al 7%). Una irregolarità che negli ultimi quattro anni è letteralmente esplosa”, denuncia Monica Medici, e che è difficilmente spiegabile dal momento che il costo medio sostenuto dall'Asp per un “assunto a tempo indeterminato è di circa 33mila euro l'anno contro i 34mila di uno in somministrazione. Negli ultimi quattro anni – prosegue la consigliera 5 stelle – l'Asp ha sprecato 219mila euro che avrebbe potuto impiegare per migliorare o incrementare i propri servizi, ad esempio, rafforzando il domiciliare”. Per i grillini è inammissibile “che i dipendenti non vengano scelti tramite un regolare bando dell'Ausl, garantendo così autonomia e competenza, bensì attraverso agenzie interinali convenziate verso le quali si possono indirizzare persone conosciute e selezionate a monte”. I consiglieri procederanno ora facendo “un esposto in Procura e alla Corte dei Conti e una segnalazione all'Ispettorato del lavoro” ma nel frattempo il bilancio dell'Asp, da 29 milioni di euro, seppure con l'astensione di tutte le forze di minoranza e la netta bocciatura dei 5 stelle, è stato approvato dal consiglio dell'Unione: dopo due sospensioni di seduta e qualche imbarazzo, infatti, il Pd ha fatto fronte unico e ha dato il suo nullaosta.

Jessica Bianchi

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