Lo Spazio Tartaruga fa il pieno di iscrizioni

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Non vale per Carpi la tirata d’orecchi del vicepresidente della Regione Emilia Romagna Elisabetta Gualmini che ha sollecitato i Comuni ad abbassare le rette. “Non possiamo stare con la pistola alla tempia degli enti locali – ha detto – ma l’indirizzo è chiaro”.

In Assemblea legislativa il 6 giugno scorso è stato approvato il programma triennale per i servizi educativi e per l’infanzia: il piano prevede fondi statali per 14 milioni di euro e altri 7,5 milioni messi in campo ogni anno dalla Giunta regionale. Tra gli obiettivi, appunto, la riduzione delle rette e delle liste d’attesa. Con un emendamento presentato in aula dalla stessa vicepresidente, viene poi inserito il cosiddetto “fattore famiglia”, ovvero una serie di ulteriori sconti sulle rette sulla base della composizione del nucleo familiare e del numero dei figli minori a carico. Ai Comuni viene poi data la possibilità di “aumentare le convenzioni” con i privati e viene previsto anche un sistema premiale per progetti innovativi e sperimentali. La scelta di abbassare le rette dei nidi d’infanzia è già stata adottata, proprio grazie a quei fondi, dall’Unione Terre d’Argine per far sì che più bambini, di quei pochi che nascono, frequentino il nido: in Comune la parola tagli non la vogliono nemmeno sentir pronunciare, ma il calo della natalità non lascia speranze nel breve periodo. La diminuzione delle nascite ha inevitabili conseguenze sui servizi dedicati all’infanzia e, dati alla mano, le amministrazioni cercano soluzioni per evitare di chiudere sezioni: dai 736 nati di dieci anni fa si è passati ai 556 dello scorso anno. Contestualmente è però aumentato il gradimento dei nidi d’infanzia: dieci anni fa, gli utenti non inseriti rappresentavano il 63,3 per cento, oggi la percentuale di chi non frequenta è scesa al 62,97%.

“Abbassare le rette – spiega l’assessore Stefania Gasparini (in foto) – ha consentito una tenuta complessiva: le nuove iscrizioni sono 237, pari allo scorso anno nonostante il calo delle nascite (596 nel 2016 e 556 nel 2017).

Le tariffe attuali, mai aumentate dal 2012, prevedono una retta massima di 470 euro (per ISEE superiore a 35.000 euro), che, con la nuova manovra, scenderà a 430 euro, con una riduzione di 40 euro al mese.

Particolarmente apprezzato il nuovo servizio Spazio Bambini Tartaruga di via Cremaschi per bambini dai 15 ai 36 mesi d’età: la struttura ha fatto il pieno con quindici iscrizioni a conferma del fatto che la flessibilità risponde alle esigenze delle famiglie”.

Lo Spazio Bambini Tartaruga sarà aperto dalle 7.30 alle 13.30 dal lunedì al venerdì e due pomeriggi alla settimana (martedì e giovedì) dalle 13.30 alle 18.30 e funzionerà a frequenza giornaliera per un massimo di 5 ore consecutive.

Sara Gelli

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