Anime in corsa

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Esiste solo uno sport in cui due anime corrono insieme per raggiungere lo stesso risultato, fondendosi l’una con l’altra in un rapporto che diventa sempre più empatico e speciale.
Camilla Notari, giovane amazzone classe 1999, lo sa bene da quando, sin da piccolissima, ha scelto di dedicarsi all’equitazione.
“Sono appena tornata da un concorso che si è svolto al G.E.S.E., a San Lazzaro di Savena. E’ stata una gara molto importante per me perché, insieme al mio cavallo Cadonis, ho affrontato per la prima volta la categoria di altezza 1 metro e 20. Posso ritenermi soddisfatta delle nostre prestazioni, in particolare il primo giorno abbiamo concluso senza errori il percorso base, riuscendo a entrare nel barrage e aggiudicandoci il nono posto su 31 partenti. Per essere la prima volta in questa categoria non poteva andare meglio”.
Quando è nata la tua passione per il mondo dei cavalli?
“Da bambina una mia cara amica che andava a cavallo mi chiese di frequentare con lei un campo estivo che si svolgeva in un maneggio. Da quel momento quel luogo divenne un appuntamento fisso di tutte le mie estati, fino a quando un giorno un cavallo mi morse un braccio e i miei genitori mi persuasero a smettere di andarci. Nel frattempo provai altri sport, ma dopo poco finivano per stancarmi tutti e per farmi rimpiangere le belle giornate passate a cavallo. Lo confidai a mio padre, il quale l’estate di sette anni fa cercò un altro maneggio in cui potessi ricominciare a montare. Da allora non ho mai smesso. L’equitazione, oltre che uno sport, è una passione che quando ti entra dentro non ti lascia più”.
La disciplina equestre che ruolo occupa nella tua vita considerando la tua giovane età?
“Assolutamente un ruolo centrale. Faccio praticamente tutto in funzione di questa passione. A scuola cerco di dare sempre il meglio, perché ci tengo personalmente e perché non aver buoni risultati significherebbe togliere tempo all’equitazione.  Inoltre, dalla scorsa estate ho iniziato a lavorare in un una pizzeria/ristorante come cameriera, per contribuire alle spese che questo sport, bellissimo ma costoso, richiede”.
Come è il rapporto con il tuo Cadonis?
“In realtà, tecnicamente non è proprio il mio cavallo, in quanto non è di mia proprietà ma ce l’ho in affidamento. Però, lo monto sempre io e ci sono molto legata. Abbiamo formato davvero un bel binomio, ma non nascondo che i primi tempi non è stato per niente facile. Soprattutto all’inizio abbiamo avuto tantissimi alti e bassi. Giorni in cui andava tutto bene alternati ad altri in cui non riuscivamo a fare neanche le cose più semplici. Era una situazione veramente snervante. Poi abbiamo cambiato completamente modo di lavorare e da quel momento è scattato qualcosa: abbiamo iniziato a capirci, a venirci incontro e i risultati si stanno vedendo. Cadonis sembra un altro cavallo, molto più tranquillo e di conseguenza anche più concentrato. E’ un esemplare particolare: ha paura di tutto ciò che lo circonda, compresi gli altri cavalli, e per questo bisogna essere sempre attenti e infondergli fiducia e serenità. Ciònonostante è un cavallo meraviglioso e se lo si capisce ti sa dare veramente il cuore”.
Quali sono le prossime gara in programma?
“Un concorso all’Horses Riviera Resort a San Giovanni in Marignano (RN) che si terrà dal 29 aprile al 1° maggio e i campionati regionali la prima settimana di giugno, dei quali non è ancora sicuro dove si terranno e, possibilmente, anche un’altra”.
Cosa sogni per il futuro?
“Sicuramente vorrei continuare questa mia passione. Sogno di farne anche un lavoro, anche se sono consapevole che la strada è tutta in salita. Però sono certa che in qualsiasi modo andrà i cavalli faranno sempre parte della mia vita”.
Chiara Sorrentino

 

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