Il mio posto nel mondo

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I ritmi frenetici della City risucchiano chi ci lavora ma per Valentina Vignoli non rappresentano un problema, “so quando entro in ufficio ma non so mai a che ora esco” racconta via Skype. Pochi i momenti di pausa durante la giornata ma queste sessioni interminabili al computer sono indispensabili per imparare il mestiere acquisendo competenze e conoscenze. Ricopre il ruolo di Junior Business Analyst per Peninsula Petroleum presso la sede di Londra da poco più di un anno e ormai si destreggia con sicurezza tra le quotazioni del petrolio e le analisi di mercato.
Peninsula Petroleum si occupa di bunkeraggio delle navi cioè del loro rifornimento di carburante, siano queste degli yacht o delle navi container, in qualunque parte del mondo da Gibilterra a Panama, da Algeciras a Rotterdam, da Dakar a Singapore. Opera con sedi fisiche nei porti più importanti ma una ventina sono gli uffici commerciali.
“Il settore del trasporto marittimo petrolifero ha un buon andamento: i tankers (navi cisterna) per il trasporto del crudo (petrolio greggio) vengono utilizzati come piattaforme per lo stoccaggio del greggio di cui c’è sovrapproduzione, a maggior ragione da quando l’Iran può nuovamente vendere l’oro nero all’estero. Pur di non far scendere ulteriormente il prezzo del petrolio, i tankers restano in mare in attesa che riprenda la domanda di combustibili”. Il ‘bunkeraggio’ presuppone che sia monitorata costantemente attraverso i Gps la rotta delle navi. “Adesso c’è una concentrazione di grandi imbarcazioni in Argentina e in Brasile per il trasferimento dei grani, fuori periodo, verso l’Asia. E’ indispensabile che i nostri traders si posizionino a Bahia Blanca o a Buenos Aires: clienti molto importanti come ADM, Cargill, Bunge e Dreyfus spesso dettano le condizioni ma occorre essere competitivi per vincere la concorrenza senza esporsi al rischio”. Valentina Vignoli è alla Peninsula Petroleum da poco più di un anno ma dimostra di orientarsi perfettamente nel suo settore, meglio se può esprimersi in inglese. “Ho partecipato a una selezione lunga tre mesi dopo aver risposto a un annuncio di ricerca di personale sulla bacheca della LSE (London School of Economics) perché l’occupazione che avevo a Ginevra non era risultata interessante come mi aspettavo, sebbene inerente al mio corso di studi in relazioni internazionali”. A Valentina è bastato un anno per capire che l’incarico presso la Federazione della Croce Rossa Internazionale non era quello che voleva. “Non è detto che avendo seguito un percorso di studi si debba obbligatoriamente trovare un’occupazione inerente e ho buone conoscenze di macroeconomia ma con ogni probabilità le mie caratteristiche corrispondevano a quelle del profilo che l’azienda ricercava”. Dopo la triennale in Scienze Politiche alla Luiss di Roma, il double degree ha portato Valentina Vignoli a frequentare l’Università a Pechino e, l’anno successivo, alla London School of Economics and Political Science.
Quale esperienza è stata determinante per la scelta di vivere e lavorare all’estero?
“Senza ombra di dubbio – risponde – l’anno all’estero in Cina dove ho frequentato la quarta superiore abbandonando per un anno le mura del Liceo classico Corso di Correggio. Pur non conoscendo la lingua, a sedici anni ho vissuto un’esperienza di grande apertura mentale, che mi ha spiazzato”.
Da allora Valentina ha colto ogni occasione per tornare in Asia dove è stata stagista presso l’Istituto Nazionale per il Commercio Estero a Singapore e poi presso l’Ambasciata d’Italia a Pechino e, ancora, ha svolto un tirocinio all’Onu di sei mesi presso l’Investment and Technology Promotion Office sempre di Pechino. Dalla finestra del suo appartamento, a pochi passi a piedi dal posto di lavoro, insieme al fidanzato Alex  “per metà francese e per metà libanese”, Valentina si gode la vista della ruota panoramica. Avendo poco tempo fa la spesa on line (“la recapitano a domicilio fino alle undici di sera”) e si serve del servizio di lavanderia on line (“vengono a prendere i vestiti e poi li riportano”) ma in questo momento le dà una grande soddisfazione aver trovato lo stracchino italiano on line. Sì perché “una delle cose che mi manca maggiormente è il cibo. I miei genitori erano qui anche due settimane fa…” sorride. E’ il momento dei saluti ma prima di scollegare Skype mi rendo conto di non averle chiesto l’età.
Valentina quanti anni hai?
“26”.
Sara Gelli

 

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