La mia musica come un fiume in piena

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Suonare al concerto di una band storica come i Nomadi dei propri pezzi originali, ricevendo gli applausi del pubblico e i complimenti dallo staff tecnico-artistico, è un’esperienza a cui tanti giovani musicisti aspirano, e che è accaduta recentemente al 24enne cantautore carpigiano Francesco Federico Pedrielli, in arte River. Dopo aver conquistato lo scorso anno l’ambito premio Augusto Daolio con il suo brano She runs, River ha ritrovato i Nomadi lungo il suo cammino, questa volta per aprire un loro concerto a Novellara. “Non ero mai salito su un palco così prestigioso con un vero e proprio backstage in cui ho potuto conoscere tanti altri cantanti e musicisti provenienti da tutta Italia.  L’esperienza è stata breve, dato che ognuno di noi poteva fare al massimo due canzoni, ma intensa, poiché una volta sul palco si era davanti a un mare di gente”. Una passione per la musica sbocciata, come spesso accade da bambino, quando Francesco Federico ascoltò per caso un Cd degli Iron Maiden e, da allora, decise di prendere lezioni di chitarra e di canto. Dopo aver partecipato alla formazione di varie band, da circa un anno ha deciso di voltare pagina per dedicarsi completamente al cantautorato.
Da dove deriva la scelta del nome d’arte River?
“River nasce dalla mia esigenza di potermi esprimere completamente come un fiume in piena, senza dover scendere a compromessi con nessuno. Mi ricorda di andare sempre avanti nonostante gli ostacoli e le insicurezze”.
Lo scorso anno con la tua canzone “She runs” hai conquistato la vittoria dell’ambito Premio Daolio. Di cosa parla questo pezzo?
“La canzone She Runs è una delle prime che ho scritto ed è una sorta di metafora che racconta dell’importanza di vivere nel presente senza il peso del passato. Nella canzone descrivo Matilde, che oltre a essere la mia ragazza, è anche la persona che una volta entrata nella mia vita ha segnato un punto di svolta, sostenendomi sempre e comunque”.
Come definiresti il tuo stile musicale?
“Non penso sia circoscrivibile a uno stile ben preciso, ma mi piace definirlo un cantautorato con influenze inglesi. In ogni caso, più volte mi è stato detto “sei l’Ed Sheeran oscuro”, ed è allo stesso tempo una battuta e un complimento. Direi che acoustic songwriter possa andar bene per descrivermi”.
Quali sono i tuoi riferimenti musicali?
“I miei idoli, oltre agli Iron Maiden, sono John Mayer, Neil Young, Paolo Nutini e Bjork. Questi, insieme ad altri, mi hanno influenzato molto sia per quanto riguarda la scrittura delle canzoni che per quanto concerne l’uso di chitarra e voce”.
Perchè hai scelto l’inglese per scrivere e cantare?
“Semplicemente perché mi viene più spontaneo, in quanto da sempre ascolto prevalentemente musica inglese o americana, ma ciò ovviamente non significa che non apprezzi la musica italiana. Al contrario, grazie a mia mamma e ai suoi dischi direi di averne ascoltata sin troppa”.
Come è la vita di un giovane cantautore emergente al giorno d’oggi?
“La vita musicale per me è bellissima. A ogni concerto conosco nuove persone e stringo amicizie, tornando ogni volta a casa soddisfatto e felice.  A forza di suonare in giro, sono riuscito a crearmi una rete di conoscenze che mi dà l’opportunità di avere date ogni mese. Farsi conoscere è fondamentale: più si rimane chiusi in casa e peggio è, per questo motivo ho sempre accettato ogni tipo di concerto mi venisse proposto. Il 17 marzo mi esibirò allo Zazza Bar di Migliarina”.
Progetti e sogni che vorresti realizzare?
“Sto progettando un nuovo videoclip (dopo quello di She Runs, pubblicato il 19 novembre scorso) di una canzone che ho scritto di recente e penso possa andare forte. Spero di farmi conoscere e poter suonare sui grandi palchi, di arrivare dritto al cuore con le mie canzoni. Per ora sto facendo tutto da solo, ma un giorno mi piacerebbe essere notato da qualcuno e magari ricevere proposte discografiche per registrare un vero e proprio album.  La cosa più importante in ogni caso è lasciare una traccia in questo mondo. In fondo le mie canzoni non sono altro che parti di me stesso che vivranno per sempre grazie al potere della musica”.
Chiara Sorrentino

 

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