Anziani e abusi: le vittime del silenzio

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Anziani abusati. Anziani abbandonati. “L’Italia è in forte ritardo – spiega Licia Boccaletti della coop Anziani e Non Solo – rispetto a Paesi, come l’Irlanda, che hanno approntato piani nazionali”. I dati statistici a cui fare riferimento sono quelli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità riferiti all’Europa: il 5% della popolazione con un’età pari o superiore a 65 anni è soggetto ad abusi, ma la percentuale sale al 25% nella popolazione degli anziani fragili a causa di problemi fisici o cognitivi. In questi casi è un anziano su quattro a essere vittima di abusi.
“Il fenomeno non è assolutamente marginale – spiega Boccaletti – e diversi sono i livelli di gravità. L’abuso può essere di natura fisica (maltrattamenti, percosse) oppure di tipo psicologico quando si tratta l’anziano in modo minaccioso e svilente. Una relazione subdola e meno riconoscibile dei segni che lascia l’abuso fisico ma altrettanto pericolosa. L’abuso può essere di natura finanziaria (in Italia solo in anni recenti si è fatto avanti il tema dell’amministratore di sostegno per la protezione da un certo tipo di abusi soprattutto di carattere finanziario) quando l’anziano viene raggirato o depauperato. L’abbandono rientra nei casi di abuso anche quando l’anziano non viene adeguatamente curato per il disinteresse o per l’eccessivo carico di lavoro o l’incompetenza di chi lo assiste. L’abuso può verificarsi anche quando un familiare, non essendo a conoscenza delle degenerazioni legate ad alcune malattie come l’Alzheimer, non riesce a interpretare scatti d’ira o disorientamenti improvvisi  e reagisce in modo improprio”. Infine c’è l’abuso sessuale, troppo sottovalutato. “Le ricerche sulle donne vittime di violenza si limitano all’analisi della popolazione femminile con un’età inferiore a settant’anni ma le donne anziane in condizione di fragilità, vittime di abusi sessuali, sono più numerose di quanto non si pensi” rivela Licia Boccaletti.
Ci si arrovella sul problema del fine vita, ma l’etica della cura merita di essere considerata come una grande questione su cui è necessario iniziare a interrogarsi e confrontarsi. La coop Anziani e Non Solo “dal 2008 – spiega Licia Boccaletti – è impegnata su questo fronte in diversi progetti di ricerca a livello europeo perché l’abuso agli anziani viene sempre più riconosciuto come un problema sociale ed è probabile che aumenti, dato il rapido invecchiamento della popolazione. In risposta a un bando europeo partecipiamo attualmente a un progetto pilota sulla prevenzione degli abusi agli anziani: si tratta di un lavoro di conoscenza che ci permette di rimanere in costante rapporto con la rete europea”. Romania, Finlandia e Irlanda porteranno le loro testimonianze in occasione del convegno Prevenire l’abuso verso gli anziani in programma martedì 26 maggio (9 – 13) presso la Casa del Volontariato. Grazie al lavoro di ricerca su questi temi, la coop carpigiana Anziani e Non Solo ha predisposto un’azione formativa per più di 400 operatori di tutta Italia l’anno passato: si tratta di assistenti sociali e operatori sanitari di strutture pubbliche e private, ambasciatori di buone pratiche di prevenzione.
Sara Gelli
 

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