Aimag, il Comitato per il Territorio chiede trasparenza e rinnovo della governance

Dall’aprile 2023 Aimag è senza un patto di sindacato e le conseguenze non sono solo formali, ma operative: senza un patto solido, i servizi pubblici gestiti oggi da Aimag — dall’idrico integrato ai rifiuti, dal gas al teleriscaldamento — sono a rischio revoca. Blindare il Patto nei Consigli Comunali prima del bilancio è dunque l'unico modo per garantire che la governance resti in mano pubblica.

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Alberto Silvestri e Giliola Pivetti del Comitato Aimag per il territorio

Aimag è uno strumento per avere dividendi o per dare servizi? È questa la domanda che si devono porre i Sindaci dei ventuno Comuni soci, nelle cui mani è il destino della multiutility che da quasi sessant’anni gestisce energia, acqua e rifiuti del nostro territorio. Ne volete rivendicare il ruolo e le competenze assumendone il controllo in nome del valore del bene pubblico che non è commerciabile? Solo nel caso in cui la risposta sia affermativa e siate conviti di assumerne il controllo, potete definire il patto di sindacato tra Comuni soci di Aimag.

A distanza di sette mesi dalla bocciatura della Corte dei Conti che ha costretto CdA, Direzione e Sindaci a ritirare la proposta di accordo che avrebbe dovuto far confluire Aimag in Hera, il Comitato Aimag per il territorio esce di nuovo allo scoperto a ridosso di scadenze importanti: a fine giugno ci sarà l’approvazione del bilancio di Aimag e quest’anno coincide con il rinnovo del Consiglio di Amministrazione.

“Ci aspettavamo la ricerca di strategie alternative ma abbiamo sentito solo un grande silenzio. Nell’ incontro con i Sindaci, a inizio marzo, ci è stato detto che stavano lavorando a un patto di sindacato, ma ancora non si sono visti documenti ufficiali. La Corte dei Conti si è espressa con estrema chiarezza: una società mista a maggioranza pubblica come Aimag deve avere un patto di sindacato che ne garantisca il controllo pubblico” ha sottolineato Alberto Silvestri del Comitato.

Dall’aprile 2023 Aimag è senza un patto di sindacato e le conseguenze non sono solo formali, ma operative: senza un patto solido, i servizi pubblici gestiti oggi da Aimag — dall’idrico integrato ai rifiuti, dal gas al teleriscaldamento — sono a rischio revoca. Blindare il Patto nei Consigli Comunali prima del bilancio è dunque l’unico modo per garantire che la governance resti in mano pubblica.

“Con il patto di sindacato i Comuni si impegnano a votare n modo unanime in assemblea (voto) e a mantenere la partecipazione azionaria (blocco) per la durata del patto per garantire continuità proprietaria e stabilità alla gestione. Nel patto di sindacato si definiscono le linee di indirizzo e si decide il Consiglio di Amministrazione. A questo proposito, il Comitato ha già espresso una sostanziale contrarietà rispetto alla presenza del socio privato all’interno del CdA perché si tratta di un competitor che verrebbe a conoscenza di scelte strategiche. Si configurerebbe un possibile conflitto di interessi rispetto a questa situazione. Quand’anche fosse un aspetto irrinunciabile, dovrebbe essere regolato da un accordo industriale. Che io sappia – afferma Silvestri – non c’è maggioranza di una Spa che si faccia carico della rappresentanza di una minoranza”

E cosa si vuole fare dei servizi pubblici locali? “Progressivamente si sta andando verso la privatizzazione senza che se ne discuta in alcun luogo della politica. Ad oggi ribadiamo che la gestione dei servizi da parte di un soggetto quotato in Borsa è diversa da quella di un soggetto che non ha come valore fondamentale il profitto, ma la qualità dei servizi. I Sindaci vedono nella multiutiliy un distributore di dividendi o lo strumento per mantenere una buona qualità della vita dei loro cittadini attraverso i servizi che gestisce?”

Per guardare al futuro di Aimag e al suo sviluppo serve cambiare ‘registro’ e non solo. “Dopo che si è combattuta una battaglia che è stata persa, chi ne ha la responsabilità di solito si dimette”.

 

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