Il ruolo delle Comunità Energetiche Rinnovabili nei processi di transizione ecologica

Unimore partecipa al Festival della Sostenibilità. Tra gli appuntamenti in programma si segnala l’iniziativa dedicata all’energia che si terrà venerdì 15 maggio, alle ore 14, al Polo Tecnologico Universitario di Carpi su “Le Comunità Energetiche Rinnovabili per la transizione energetica e la sostenibilità territoriale”.

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Giunto alla sua decima edizione, il Festival dello Sviluppo Sostenibile, organizzato da ASviS, rappresenta la più ampia iniziativa italiana dedicata alla sensibilizzazione e al coinvolgimento di cittadine e cittadini, giovani, imprese, associazioni e istituzioni sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale.

Unimore conferma anche per il 2026 il proprio impegno sui temi della sostenibilità, ambito in cui da anni sviluppa attività di ricerca, didattica e terza missione in linea con gli Obiettivi dell’Agenda 2030.

“La partecipazione di Unimore al Festival dello Sviluppo Sostenibile – afferma la professoressa Anna Maria Ferrari, Delegata per la Sostenibilità Ambientale dell’Università di Modena e Reggio Emilia – rappresenta un tassello di un impegno strutturale che l’Ateneo porta avanti da tempo, anche in raccordo con le iniziative promosse a livello nazionale dalla Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS). In una fase storica segnata da profonde incertezze e complessità geopolitiche, emerge con particolare forza la necessità di una responsabilità condivisa tra tutti gli attori coinvolti. In questo quadro, Unimore intende contribuire al rafforzamento di un dialogo tra istituzioni, sistema produttivo e cittadinanza per favorire la crescita di una consapevolezza diffusa e di coscienze critiche, capaci di orientare scelte collettive verso modelli di sviluppo più equi e sostenibili”.

In occasione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, in programma dal 6 al 22 maggio 2026, l’Ateneo organizza un calendario diffuso di iniziative nelle diverse sedi, con particolare attenzione a temi quali salute, energia, ambiente, inclusione e innovazione. Il programma testimonia la volontà di Unimore di essere non solo luogo di formazione e ricerca, ma anche laboratorio aperto al territorio, capace di generare conoscenza, consapevolezza e soluzioni condivise per le sfide ambientali e sociali contemporanee.

Ad aprire il programma, venerdì 8 maggio, alle ore 16, all’Orto Botanico di Modena, sarà l’incontro Territorio, salute e sostenibilità: un impegno comune: intende approfondire il legame tra qualità ambientale e salute, analizzando come le scelte produttive, amministrative e civiche incidano su aria, ecosistemi  e benessere delle persone.

Altro momento di particolare rilievo e di carattere istituzionale sarà l’iniziativa dedicata all’energia che si terrà venerdì 15 maggio, alle ore 14, al Polo Tecnologico Universitario di Carpi su Le Comunità Energetiche Rinnovabili per la transizione energetica e la sostenibilità territoriale.
L’evento vedrà la partecipazione del Prorettore alla sostenibilità edilizia ed energetica professor Paolo Tartarini e rappresenta un’importante occasione di confronto sul ruolo delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) nei processi di transizione ecologica. Il seminario riunirà esperti accademici, rappresentanti istituzionali e stakeholder del territorio per discutere modelli innovativi di produzione e condivisione dell’energia, evidenziando opportunità e criticità. Particolare attenzione sarà dedicata alla cooperazione tra cittadini, imprese ed enti locali, elemento chiave per una sostenibilità diffusa e partecipata.

A completare il programma, mercoledì 21 maggio, alle ore 17, presso i Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia, si terrà l’iniziativa Strategie per un sistema agroalimentare sostenibile organizzata in collaborazione con la Cooperativa L’Ovile. L’evento prevede totem tematici in cui ricercatrici e ricercatori dell’Università di Modena e Reggio Emilia dialogheranno con il pubblico su temi chiave come economia circolare e valorizzazione degli scarti agroalimentari, biostimolanti naturali, insetti utili e impollinatori, uso di robotica e droni per il monitoraggio delle colture e il legame tra fertilità del suolo, cambiamenti climatici e fabbisogno alimentare, anche attraverso l’approccio dell’analisi del ciclo di vita (LCA).

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