La sperimentazione non è ancora partita

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Cara Clarissa, dal momento che tu ti occupi di tante cose e sei attenta a ciò che succede a Carpi, volevo sapere come mai non si parla più delle tracce d’amianto presenti nell’acqua dell’acquedotto. Dovevano fare un esperimento introducendo sostanze chimiche che dovevano fare da pellicola ai tubi danneggiati in seguito al terremoto in agosto.  Era scritto un po’ ovunque. Ora non se ne parla più. Ha avuto successo? E’ stato fatto oppure no? Io continuo a usare l’acqua in bottiglia almeno per fare il thè e il caffè ma è un costo che si aggiunge agli altri. Vorrei sapere qualcosa di più, con chiarezza, se ti è possibile.
Rosanna

Alla questione posta da Rosanna, ha risposto l’assessore all’Ambiente del Comune di Carpi Simone Tosi. “Sul sito del Comune (www.carpidiem.it) è possibile trovare tutte le informazioni, compresi i documenti dell’Ausl e dell’Istituto superiore di Sanità relativi alla pericolosità legata all’ingestione di acqua con fibre di amianto, i quali sottolineano come, considerato il livello di fibre presenti nella nostra acqua, il rischio sia pari a zero. Per quanto riguarda invece l’avvio della sperimentazione che dovrebbe servire ad arginare la presenza delle fibre di amianto siamo in attesa dell’esito delle ultime verifiche da parte di Aimag e Ausl per avere l’autorizzazione a partire. Verso la fine del mese potremmo essere nelle condizioni di avviare tale metodologia e, in quel caso, ovviamente ne daremo ampia comunicazione”.  L’impianto, lo ricordiamo, consiste in una pompa dosatrice, collocata al campo pozzi di Fontana di Rubiera, che immetterà nelle due tubature principali dell’acquedotto una sostanza alimentare e innocua costituita da monofosfato di sodio e zinco; disciolta nell’acqua, tale soluzione dovrebbe favorire il processo di formazione di una pellicola di carbonato di calcio sulle pareti interne dei tubi, impedendo così il contatto fra l’acqua e il cemento-amianto.

Clarissa Martinelli
 

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