Giovanni Taurasi racconta la memoria dei luoghi dell’antifascismo, come il carcere e il confino

“Nel segno dell’antifascismo, dal Regime alla Repubblica. Storie, memorie, luoghi”: a Modena il 4 giugno una giornata dedicata alla storia lunga che ha dato vita alla Repubblica. Un percorso per tornare alle radici democratiche e antifasciste della Repubblica e della Costituzione, con comunicazioni e interventi di numerosi storici.

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Giovanni Taurasi

Giovedì 4 giugno dalle ore 15.30 alle 19.30, nella Sala di Rappresentanza del Palazzo Comunale di Modena e nell’ambito delle celebrazioni per la Festa della Repubblica promosse dal Comitato per la storia e la memoria del Novecento, è in programma la giornata di studi Nel segno dell’antifascismo dal Regime alla Repubblica. Storie, memorie, luoghi, promossa da ANNPIA – Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti) e Istituto storico di Modena.

Si tratterà di un momento di approfondimento dedicato al percorso che ha portato l’Italia dalla dittatura alla nascita della Repubblica, attraverso testimonianze, riflessioni storiche e analisi sul ruolo della memoria pubblica, con diverse comunicazioni e interventi. Dopo i saluti istituzionali, si alterneranno, su alcuni aspetti che avranno al centro luoghi, memorie e storie, alcuni degli storici più noti del panorama regionale e nazionale, coordinati dallo studioso Santo Peli.

Claudio Silingardi racconterà la storia di una famiglia rivoluzionaria tra Italia e Spagna, Giovanni Taurasi la memoria dei luoghi dell’antifascismo, come il carcere e il confino, Chiara Lusuardi i luoghi di Resistenza nell’Atlante delle brigate partigiane, Mirco Carrattieri le storie di resistenza attraverso gli oggetti, Margherita Becchetti le memorie di donne nella Resistenza, Metella Montanari le culture politiche al voto dopo la guerra e la Resistenza nei comuni. Alle ore 18.30, conclusi i lavori, vi sarà la presentazione del volume a cura di Filippo Focardi e Santo Peli Resistenza, La guerra partigiana in Italia (1943-1945).

“Repubblica e Costituzione hanno radici lunghe, nascono dalle ferite della guerra e dalla Resistenza, ma prima ancora dall’antifascismo e dalla lotta contro il Regime nel Ventennio – dichiara Giovanni Taurasi, segretario dell’Anppia provinciale – per questa ragione abbiamo voluto mettere come immagine della locandina lo scatto che ritrae il fondatore dell’ANPPIA Umberto Terracini, tra gli antifascisti che ebbe la condanna più pesante da parte del Tribunale speciale fascista (oltre 22 anni di carcere), proprio mentre, al fianco del Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola, appose la sua firma al testo elaborato dall’Assemblea costituente eletta il 2 giugno 1946”.

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