“Il nostro impegno c’è, mancano gli aiuti”

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La carpigiana Bruna Lami è l’amministratore di Moderna Distribuzione e vice presidente provinciale di Ascom Confcommercio.  Dal 20 maggio del 2012, il giorno del terremoto, ha dovuto affrontare enormi difficoltà: quattro dei suoi dieci punti venduta sparsi in Comuni della Bassa modenese sono stati seriamente danneggiati. “Lo sforzo per fare ripartire i quattro negozi rimasti chiusi per due mesi a causa appunto dei danni del terremoto – spiega Bruna Lami –  è stato enorme da parte mia e della mia società anche perché le località dove sono ubicati sono state seriamente colpite, la gente che vi abitava se ne era andata, molti  avevano perso il lavoro e non c’erano più clienti. Ma non mi sono scoraggiata e con l’aiuto  dei miei collaboratori, nell’ottobre scorso ho inaugurato, con un nuovo look, un punto vendita a Carpi, in via Ugo da Carpi, completamente ristrutturato con criteri avanzati di sostenibilità energetica e ambientale”.
Questo significa che le imprenditrici carpigiane non  si fermano nemmeno davanti al terremoto?
“Proprio così – risponde con orgoglio Bruna Lami – perchè di fronte alle difficoltà le imprenditrici diventano ancora più combattive, anche se debbono  fare i conti tutti i giorni con la lentezza della burocrazia comunale e statale, col costo del lavoro e, in generale, con lo scarso sostegno delle istituzioni locali e delle banche. In uno scenario generale dove occorrerebbe maggiore  semplicità negli atti e nelle procedure invece delle complicazioni a volte assurde”.
Cosa chiede il settore del commercio alle istituzioni locali e nazionali?
“Bandi più semplici per potere accedere ai finanziamenti dell’Unione europea, finanziamenti che ci sono, ma che spesso non  vengono utilizzati a causa appunto della farraginosità delle procedure e delle difficoltà di superare le barriere e gli ostacoli della burocrazia”.
Cosa fare allora per rilanciare il made in Italy in tutte le sue manifestazioni?
“Sarebbe strategico giungere a un’alleanza tra donne imprenditrici e  giovani, per dare continuità alle aziende e rivitalizzare il nostro tessuto economico. Il talento è presente ora come un tempo nelle giovani generazioni, quando Carpi seppe dare vita  al boom del dopoguerra. Quello che  manca oggi è il sostegno della politica e dell’ente pubblico per valorizzare il patrimonio di idee e di energie esistente, affinchè le abilità tecniche e di ingegno possano svilupparsi. Occorre poi incentivare l’utilizzo dell’e-commerce per la vendita all’estero del made in Italy, specialmente delle produzioni modenesi, che si avvalgono di eccellenze industriali, manifatturiere e agroalimentari di alto valore, non sempre conosciute all’estero. Interessante al riguardo poter sviluppare il progetto denominato Palatipico per mettere in rete tutte le nostre tipicità e proporle in una unica sede per presentarsi sui mercati internazionali senza le attuali frammentazioni che fanno perdere di efficacia il messaggio commerciale”.
Cesare Pradella
 

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