Parola d’ordine: comunità

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La nostra comunità il nostro futuro. E’ questo il titolo della Festa democratica organizzata dai Circoli Pd dell’Unione Terre d’argine che, dopo un anno di stop forzato dovuto al terremoto, torna a essere un’occasione di incontro, confronto e socialità a Carpi, nella sua location tradizionale, l’area delle piscine. Un tema che ben incarna lo spirito che ha animato gli organizzatori, ovvero la volontà di andare oltre il sisma, oltre la crisi e guardare al futuro con rinnovata fiducia, coltivando un maggiore senso di comunità. “Torniamo nella nostra sede tradizionale, laddove, lo scorso anno, sorgeva il campo tende della Protezione Civile – sottolinea il segretario del Partito democratico di Carpi, Davide Dalle Ave – un ritorno che vuol essere un segnale di ripresa per il nostro territorio. Il nostro desiderio è quello di promuovere momenti di riflessione e confronto – non solo interni al Pd, bensì aperti a tutta la cittadinanza – a partire dalla situazione sulla ricostruzione a un anno dal sisma, sulle cose fatte e quelle da fare. Per questo motivo, all’interno della Festa, abbiamo voluto dedicare una mostra, Emilia Adesso. Un anno dopo il sisma, per offrire immagini e suggestioni sulla complessa ripresa post-sisma: legandola al tema di come far vivere una comunità, alle idee su cui oggi intendiamo e immaginiamo il futuro che ci attende, all’impegno per costruire una società più inclusiva e solidale. Non dimentichiamo infatti, che nella tragedia legata al terremoto del maggio scorso, la catena della solidarietà ci ha fatti sentire orgogliosi di essere emiliani”. Si preannuncia caldo l’incontro con l’assessore regionale alle Attività Produttive, Gian Carlo Muzzarelli, più volte contestato da imprenditori e cittadini terremotati, sul tema A un anno dal sisma. La sfida della ricostruzione eco-sostenibile (14 luglio). “Sono convinto che il confronto si svolgerà nel segno di un dibattito sano, all’insegna del rispetto reciproco. Ben vengano critiche, domande e sollecitazioni, poiché la politica deve offrire delle risposte concrete ai bisogni della gente”, assicura Dalle Ave. Ricco il cartellone degli appuntamenti politici, a partire dalla sera dell’inaugurazione, quando giungerà il capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza. Attesi anche la parlamentare Pd Alessandra Moretti e l’ex segretario nazionale del Pd Walter Veltroni in veste di autore. Assente la componente renziana ma, assicura il segretario, “solo per motivi di agenda. Abbiamo già contattato lo stesso Matteo Renzi e siamo in attesa di una risposta”. Confermata la defezione, il 9 luglio, del presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, “che speriamo di poter recuperare”, aggiunge Dalle Ave, mentre è ufficiale la presenza del ministro Cecile Kyenge il prossimo 22 luglio. La carne al fuoco è tanta. E non stiamo certamente parlando delle succulente grigliate del Falò. I temi – dall’appuntamento congressuale del Pd al Governo Letta, alle amministrative del 2014 – sono caldi. “Serve un Pd all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte – prosegue Dalle Ave – un Pd che deve crescere dalla base e dalle esperienze territoriali e, dunque, parte della Festa sarà dedicata al dibattito sul futuro del partito, alla costruzione del congresso che, nei prossimi mesi, dovrà determinare il profilo e la nuova fisionomia del partito. E, infine, a un anno dalle elezioni amministrative, vogliamo aprire un percorso partecipato sui programmi per Carpi e per l’Unione Terre d’argine, raccogliendo, in vari punti informativi all’interno della Festa, idee e sollecitazioni sul futuro della città”. Accanto alla politica, la festa assicurerà anche numerosi momenti di intrattenimento, grazie alla programmazione targata Arci e Kalinka: dai Modena City Ramblers a Marta sui Tubi passando per I tre allegri Ragazzi Morti, I Ministri e i carpigianissimi Ero. Nomi meno altisonanti del solito ma, certamente di qualità. Insomma la crisi passa anche per la festa del Pd. Ma la sfida per il futuro della vecchia, cara Festa dell’Unità, ha tutt’altri contorni e fa rima con l’annoso problema legato al cambio generazionale. Riusciranno i giovani a rimpiazzare i volontari storici? “I volontari – che ammontano a circa 500/600 persone – gestiscono tre ristoranti e un bar, si occupano del montaggio e del servizio di vigilanza… Il loro è un lavoro indispensabile e preziosissimo. Già negli ultimi anni ci siamo aperti alla città, cercando di coinvolgere il più possibile il tessuto associativo locale e, anche in questa edizione, numerose associazioni (Cri, Avis, Ushac, Gattile, Canile, Amo, Africa Libera e Progetto Chernobyl) ci daranno man forte e, allo stesso tempo, raccoglieranno fondi da devolvere ai propri progetti. Solo facendo rete e stringendo alleanze potremo assicurare il necessario ricambio generazionale”.
Jessica Bianchi

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