Una vittoria per la città

0
62

“Grazie ragazzi. Grazie per tutto quello che avete fatto per noi”. Queste le parole di ringraziamento che oltre un centinaio di persone hanno rivolto, sabato 2 marzo, davanti a Palazzo Scacchetti, ai componenti del Comitato No Inceneritori Carpi. Un momento di festa, per brindare simbolicamente alla decisione di Garc di rinunciare alla realizzazione a Fossoli di un impianto di cogenerazione a biomasse, ma anche di informazione e sensibilizzazione.
“Da protesta civile questa manifestazione è diventata oggi un momento di gioia condivisa”, ha dichiarato l’attivista Paolo Galli. “In tanti hanno sposato la nostra battaglia. Numerosi i cittadini che hanno detto no, insieme a noi, alla nascita della centrale. Insieme siamo riusciti a fermare il progetto e questo epilogo è fronte di una grande gioia”. Ma il comitato non ha alcuna intenzione di abbassare la guardia: “vogliamo essere un comitato permanente – conclude Galli – un interlocutore informato, anche per la pubblica amministrazione, qualora dovessero sorgere altri progetti dalle nefaste ricadute sia per l’ambiente che per la salute di tutti noi. Noi continueremo a vigilare. Resteremo attivi, con il nostro entusiasmo e, soprattutto, con la nostra connotazione assolutamente apartitica, per tutelare il bene più grande: la salute”. Prima di essere ricevuti dal sindaco Enrico Campedelli, i componenti del comitato hanno voluto dare la parola al ricercatore modenese Stefano Montanari, che da anni svolge un’intensa opera di divulgazione scientifica nel campo delle nanopatologie, soprattutto per quanto riguarda le fonti inquinanti da polveri ultrafini. “L’Italia – ha esordito – è il paese del Bengodi per progetti di questo tipo. Centrali che di bio non hanno altro che il nome e producono polveri nocive che entrano nel nostro organismo per non uscirne più e provocando numerose patologie”. Qualche esempio? “Malattie cardiovascolari come ictus, infarto e tromboembolia polmonare sono in testa alla classifica. Poi ci sono tantissime forme di tumori (di cui molti pediatrici), malattie neuroendocrine che coinvolgono, ad esempio, la tiroide, il passaggio delle polveri da madre a feto con conseguenti aborti e malformazioni, la sterilità maschile, il diabete cosiddetto di tipo 1, la stanchezza cronica…”. Altra nota dolente su cui Montanari si è concentrato è il tema degli approvvigionamenti: “se tutti gli impianti cosiddetti a biomasse bruciassero davvero vegetali provenienti da un raggio di qualche decina di chilometri come dovrebbe essere se l’idea di bio fosse seguita, temo che in pochi mesi l’Italia sarebbe indistinguibile dal deserto del Sahara. Nei fatti si importa combustibile da molte migliaia di chilometri di distanza e si brucia un po’ di tutto, compresi i rifiuti, cosa, del resto, permessa dalla legge”. Parole forti. Dure. Che ognuno di noi dovrebbe ricordare. Anche in futuro quando qualcun altro, a Fossoli, (non domo del duplice fallimento relativo alla realizzazione di un inceneritore prima e di una centrale a biomasse poi) ritenterà la sorte e avanzerà la richiesta di un progetto simile. Di certo il Comitato No Inceneritori Carpi griderà battaglia e tutti noi risponderemo alla chiamata.
Jessica Bianchi

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here