Abiti di carta al Vallauri

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A Carpi, da qualche settimana, sono nate 20 nuove ‘stiliste’. Sono le ragazze che frequentano la quarta dell’indirizzo Abbigliamento e moda dell’Istituto professionale Vallauri. Se alla creatività si aggiunge l’attenzione al risparmio e al riciclo, le ore di lezione volano senza neppure accorgersene. Compito delle studentesse, infatti, è la creazione di outfit a partire da materiali di recupero. Non si tratta però della ‘solita’ plastica, bensì di cotone rigenerato e materiali derivati dalla cellulosa, tra i quali anche uno idrorepellente con un lato cerato che ne garantisce l’impermeabilità. Tramite un sapiente ri-utilizzo di carta riciclata, scarti di lavorazioni e giacenze di materie prime è nata una fibra cellulosica che sembra carta, ma è lavabile come la stoffa. Tessuti, questi, che l’azienda carpigiana Essent-ial ha unito a oggetti di design, dando vita a vere e proprie linee di accessori per la casa e il tempo libero. Prodotti che combinano la versatilità della carta alla resistenza del tessuto, lo stile alla creatività. Il progetto che ha coinvolto le venti giovani nasce dalla voglia di applicare il concept di Essent-ial alla moda: ‘riutilizzando’ i materiali – messi a disposizione gratuitamente dal titolare dell’azienda, Albano Ghizzoni – le ragazze, coordinate dalla stilista Lorena Incerti e dalla professoressa Silvana Passarelli, stanno creando capi da abbigliamento. “La nostra filosofia è sempre stata riassumibile nello slogan ‘dal riutilizzo all’utilizzo’ – spiega Ghizzoni – e questa ci è sembrata un’ottima occasione per mettere in pratica il nostro leit-motiv”. In effetti, gli abiti cuciti a taglio vivo dalle ragazze sono capi di modellistica ben strutturati – gonne, corpetti, capospalla tecnici – caratterizzati dall’effetto patchwork, ma soprattutto indossabili e vendibili. “Oltre all’aspetto formativo per gli studenti, impegnati dalla ricerca e ideazione dello schizzo all’assemblaggio, fino alla progettazione e cucitura del campione – spiegano Lorena e Silvana – la peculiarità del progetto sta nel dare l’opportunità all’abbigliamento di svilupparsi con materiali mai usati, fornendo stimoli e idee nuove per un prodotto di nicchia che potrebbe trovare, in futuro e in seguito a perfezionamenti, un reale sbocco sul mercato”. Terminata la fase di lavorazione, i capi di eco-design saranno poi esposti in una mostra.
Marcello Marchesini

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