“La Russia è stato il mio personale servizio di leva. Lì ho capito di potermela cavare da sola”

“Da piccola, probabilmente come la metà dei miei coetanei nati a metà degli Anni ’90, sognavo di andare a vivere a New York. Oggi, al contrario, il mio desiderio più grande è quello di realizzarmi qui, di mettere radici e costruirmi un futuro nel mio Paese”. A parlare è la carpigiana 28enne Martina Poletti: laureata in Lingue e culture per il turismo e il commercio internazionale all’Università di Verona oggi è un e-commerce specialist del gruppo Calzedonia che viaggia in tutto il mondo.

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“Da piccola, probabilmente come la metà dei miei coetanei nati a metà degli Anni ’90, sognavo di andare a vivere a New York. Oggi, al contrario, il mio desiderio più grande è quello di realizzarmi qui, di mettere radici e costruirmi un futuro nel mio Paese”. A parlare è la carpigiana 28enne Martina Poletti: laureata in Lingue e culture per il turismo e il commercio internazionale all’Università di Verona oggi è un e-commerce specialist del gruppo Calzedonia. 

“Una realtà dinamica, stimolante, dove l’età media è 35 anni. La filosofia aziendale, infatti, è quella di investire nei giovani, di credere in loro. I ragazzi sono flessibili, maggiormente propensi a mettersi alla prova, ad accettare sfide. In Calzedonia, se sei motivato e hai voglia di fare, c’è spazio per crescere e salire di livello con rapidità. Il gruppo chiede tanto ma ti ripaga con la stessa moneta. Io, ad esempio, ho sempre amato viaggiare, fa parte della mia indole, e l’azienda ha assecondato tale propensione mettendomi alla prova”. Prove brillantemente superate anche perché Martina le sfide le ha sempre cercate, senza mai sottrarsi alle difficoltà. 

“All’Università – racconta – decisi di sfruttare la possibilità offerta dall’International Credit Mobility per migliorare la mia conoscenza del russo, trascorrendo sei mesi a San Pietroburgo dove ho frequentato l’ultimo semestre prima di dedicarmi alla tesi. Il russo è ostico e nonostante lo studiassi da un paio di anni, una volta arrivata mi resi conto di non capire nulla. E’ stata un’esperienza tostissima, uno choc culturale enorme. 

Dopo essermi fatta ingannare dal tassista non appena atterrata, come da cliché, ricordo ancora le condizioni a dir poco hardcore in cui versava lo studentato che sarebbe diventato casa mia. La babushka che mi accolse parlava solo russo così come la direttrice: mi fu consegnato un cuscino, una coperta e mi fecero firmare un plico di fogli in cirillico… pensai di aver venduto la mia anima (ndr – ride). I primi due mesi sono stati durissimi, una lotta quotidiana: lì nessuno, e sottolineo nessuno, parla inglese. Poi, dopo un corso intensivo di russo e la frequentazione delle lezioni universitarie le cose hanno iniziato a girare per il verso giusto. La mia esperienza a San Pietroburgo ha rappresentato il mio personale servizio di leva, mi ha insegnato a cavarmela da sola. Mi ha messo alla prova ma ce l’ho fatta”.

Una volta rientrata a casa, dopo aver conseguito la laurea nell’aprile 2017, Martina è volata a Minorca, in Spagna, per fare uno stage in un Hotel: “non avevo ancora le idee chiare circa il mio futuro e quando mi proposero di restare fino alla fine della stagione decisi di accettare. Quella è stata senza dubbio l’estate più bella della mia vita, ho incontrato persone incredibili, solari, ospitali… dopo la Russia, la parentesi spagnola è stata davvero una boccata d’ossigeno”.

Tra gli sponsor dell’Università di Verona vi è Calzedonia e, spiega Martina, “durante gli studi avevo spesso accarezzato il sogno di poter far parte di questo gruppo, tra i più forti in Italia, e quindi decisi di inviare un curriculum. Con mia sorpresa mi chiamarono subito e alla fine del 2017 iniziai a lavorare in sede, a Verona, nel settore dell’e-commerce. Il primo anno capii che quella non era la mia strada, il lavoro quotidiano davanti al computer non faceva per me; sentivo il bisogno di cambiare, volevo interagire maggiormente con le persone… Dopo alcuni colloqui mi venne prospettata l’opportunità di diventare una consulente per i negozi ma prima mi chiesero se fossi disponibile a volare a Shangai per portare avanti un progetto legato allo sviluppo di un canale cinese di e-commerce. E’ stata una scelta complessa ma dal momento che anche il mio fidanzato era a Shangai mi sono lanciata con entusiasmo e a marzo 2019 sono partita”. Quello con la Cina non è stato certo amore a prima vista, “avevo solo 24 anni e per il governo cinese ero troppo giovane per possedere le competenze richieste dal mio profilo professionale e pertanto non volle concedermi il visto. Una decisione che mi ha costretta a uscire e a rientrare dal Paese più e più volte per farmi prolungare il permesso business di soggiorno. Un limite enorme che però non mi ha fatta desistere così come non mi sono arresa di fronte alle innumerevoli difficoltà che ho incontrato a partire dallo scoglio linguistico. Ho seguito un corso di cinese, mi sono armata di pazienza per tentare di sconfiggere il muro di diffidenza che mi circondava, per non parlare della censura e del controllo delle informazioni… Sono cresciuta moltissimo e mi sono resa conto che non esistono ostacoli che non possiamo aggirare e che con la volontà siamo in grado di mettere in campo risorse e potenzialità che non pensavamo nemmeno di possedere. Sapevo di non essere più la studentessa spaesata che si era ritrovata sola in Russia, avevo le spalle coperte, ma la Cina è stata comunque un’ottima scuola. Ho avuto modo di vedere Hong Kong, Pechino, Shangai, pianeti lontanissimi dal nostro; ho conosciuto persone provenienti da ogni parte del mondo, una grande famiglia unita con cui ho allacciato bellissimi rapporti. E poi ho sperimentato sulla pelle cosa sia davvero l’inquinamento: svegliarsi ogni mattina letteralmente avvolti da una spessa coperta grigia di smog… nonostante io sia nata e cresciuta nella Bassa non avevo mai visto nulla del genere”.

Poi è arrivata la pandemia di Covid e Martina è stata costretta a rientrare in Italia. “Dopo l’esperienza di Shangai l’azienda mi ha chiesto di ricoprire il ruolo di coordinatrice estero facendo crescere i canali on line di e-commerce nei vari paesi dove il gruppo Calzedonia è presente. Mi interfaccio coi team in loco formati da esperti del mercato locale e li guido nello sviluppo del loro canale in uno scambio reciproco e arricchente di conoscenze. Ogni volta è una sfida nuova, avvincente. Viaggio tanto, sono in perenne contatto con gente di ogni parte del mondo, e quando sono a casa, a Carpi, in smart working, o a Verona in azienda, lavoro in call, parlo perlopiù in inglese, insomma faccio un lavoro che amo e mi stimola a dare il meglio di me stessa soprattutto nell’affrontare imprevisti e cercare soluzioni creative”.

Ora Calzedonia ha posto dinanzi a Martina una nuova sfida: andare in Belgio e diventare e-commerce manager per tutto il Benelux. 

“Io sono tendenzialmente una Yes woman perché non voglio precludermi alcuna possibilità di crescita personale e professionale ma oggi inizio a sentire il desiderio di restare in Italia. Probabilmente partirò nella seconda metà dell’anno ma sarà solo una soluzione transitoria. Dopo aver visto e toccato con mano tante realtà differenti mi sento fortunata a essere italiana ed è qui che voglio restare”.

Per tutta la vita Martina Poletti ha potuto contare sul sostegno e la vicinanza della sua famiglia: “i miei genitori mi hanno sempre spronata a fare esperienze, a cavalcare l’onda e io non ho alcuna intenzione di fermarmi – sorride – fin che la barca va, io non mi fermerò”.

Jessica Bianchi