A Carpi arriva l’Ospedale di Comunità

Carpi avrà il suo ospedale di comunità: sottoscritto oggi in Municipio l’accordo fra Azienda Usl di Modena e Comune. La struttura, vero e proprio ponte tra ospedale e domicilio e che dovrebbe essere pronta nel 2022, sorgerà nello stesso immobile della casa Residenza per anziani Carpine. Qui non verranno ricoverate solo persone dimesse dall’ospedale e non ancora pronte a rientrare a casa, i 20 posti letto saranno anche a disposizione dei medici di famiglia per sistemare loro assistiti che presentano, ad esempio, un’instabilità clinica che necessita di un aggiustamento terapeutico e che è meglio monitorare”.

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Sottoscritto oggi in Municipio l’accordo fra Azienda Usl di Modena e Comune

La popolazione continua a invecchiare, “un fenomeno complesso e di dimensioni enormi. La nostra risposta – e la sfida che abbiamo dinnanzi – è una riorganizzazione dei servizi socio sanitari. La creazione di un Os.Co. (ospedale di comunità) nella nostra città va proprio in questa direzione”, spiega il sindaco Alberto Bellelli in occasione della sottoscrizione dell’accordo siglato da Azienda Usl di Modena e Comune. La struttura, come avevamo già anticipato, sorgerà all’interno dello stesso immobile della casa residenza anziani Il Carpine di piazzale Donatori di sangue, “una posizione strategica, a poche decine di metri dal Ramazzini”, aggiunge il primo cittadino. L’Os.Co. occuperà l’ultimo piano del Carpine e sarà completamente autonomo rispetto alla Cra: “i lavori di adeguamento necessari per la riconversione degli spazi (cifra stimata 262mila euro) dovrebbero durare sei mesi e nelle prossime settimane avvieremo le procedure di gara. L’auspicio è quello di poter inaugurare nel 2022”, prosegue l’assessore ai Lavori pubblici Marco Truzzi. Una scelta, quella di non procedere con una costruzione ex novo, dettata dalla necessità di dotare Carpi il prima possibile di un servizio tanto utile. La struttura sarà dotata di venti posti letto fra camere doppie (sette) e singole, tutte con servizi igienici, e potrà contare su spazi confortevoli e su un’area esterna. I degenti che oggi occupano il secondo piano verranno sistemati a piano terra, operazione resa possibile grazie al trasferimento del Centro diurno Carpine nel Care residence, il quale vedrà la luce verosimilmente nella “primavera del prossimo anno. La struttura di via Nuova Ponente – spiega  Tamara Calzolari, assessore a Sanità e sociale – è già pronta ed è iniziata la fase di collaudo che generalmente si conclude nel giro di qualche mese”. All’interno del Care Residence troverà spazio  anche il centro diurno di Borgofortino, i cui spazi verranno messi a disposizione, conclude Calzolari, “dei Servizi Sociali per garantire un maggiore confort alla cittadinanza che vi si rivolge e per accogliere i nuovi operatori in arrivo”. A gestire l’Os.Co, struttura intermedia tra ospedale e domicilio, “che favorisce da un lato una deospedalizzazione veloce e in sicurezza e dall’altro mette a disposizione posti letto territoriali per pazienti fragili che non possono essere assistiti a dovere a casa”, sottolinea Bellelli, sarà l’Ausl: “i nuovi standard che fisserà il Governo relativamente all’assistenza territoriale prevedono, tra gli altri, – prosegue il Direttore Generale dell’Ausl, Antonio Brambilla  un Os.Co ogni 100mila abitanti. Qui quell’obiettivo si sta già compiendo, ricordiamo infatti anche l’attivazione in piena pandemia dei due Os.Co di Soliera e Novi. I costi dei ricoveri sono a carico della sanità e non vedono alcuna compartecipazione del cittadino. La struttura, a gestione infermieristica, (a turnarsi saranno 8, 9 infermieri e altrettanti Oss) garantirà un’assistenza H24 e i ricoveri avranno una durata variabile, dai 15 ai 20 giorni. L’Os.Co rappresenta una svolta innovativa, un tassello fondamentale della sanità del futuro. Qui infatti non verranno ricoverate solo persone dimesse dall’ospedale e non ancora pronte a rientrare a casa, questi 20 posti letto sono anche a disposizione dei medici di famiglia per sistemare loro assistiti che presentano, ad esempio, un’instabilità clinica che necessita di un aggiustamento terapeutico e che è meglio monitorare”.

Un passo avanti, necessario ma non sufficiente, ma pur sempre un passo avanti nella giusta direzione.

Jessica Bianchi