“Sostituire alberi imponenti con dei fuscelli non è onesto”

“Sugli abbattimenti dei 48 pioppi cipressini della tangenziale Losi e di via Cattani l’Amministrazione ha fatto ciò che voleva - spiega il presidente della Consulta Ambiente, Angelo Frascarolo - ci era stato promesso che avremmo scelto insieme le piante che dovranno essere messe a dimora tra l’autunno e l’inverno per sostituire gli alberi tagliati ma siamo stati nuovamente ignorati ed è inaccettabile”.

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“Il pioppo di via Dorando Pietri è talmente bello e maestoso che sarebbe un crimine abbatterlo solo perché dà fastidio a qualche privato. I 10mila euro previsti per tagliarlo sono più che sufficienti per realizzare delle rampe di raccordo per rendere comoda e sicura la circolazione di persone e biciclette nel vialetto ciclopedonale di proprietà pubblica su cui insiste la pianta. Questa vicenda potrebbe rappresentare il biglietto da visita del nuovo assessore all’Ambiente Andrea Artioli: se è davvero un verde ora ha la possibilità di dimostrarlo”. A parlare è Angelo Frascarolo, presidente della Consulta Ambiente, che aggiunge: “quando abbiamo saputo di questa nuova nomina, pensavamo di avere la strada spianata, di poter contare su qualcuno col nostro stesso Dna. Per ora non abbiamo avuto alcun ritorno”. Sinora infatti l’Amministrazione ha dimostrato un completo disinteresse per le opinioni delle associazioni ambientaliste che siedono in Consulta e, ammette Frascarolo, “questo deve farci riflettere. Noi siamo un organo consultivo e pertanto dovremmo essere ascoltati, in caso contrario, non serviremmo a nulla e allora che senso avrebbe continuare a mantenere la Consulta?”.

Il boccone amaro che non è ancora andato giù agli ambientalisti carpigiani è il taglio, avvenuto all’inizio di agosto, dei 48 pioppi cipressini di via Cattani e della Tangenziale Losi e, in particolare, il modo in cui l’Amministrazione ha gestito la vicenda.

Angelo Frascarolo

“Una decisione comunicataci con ritardo e che dunque non ci ha lasciato il tempo necessario per fare le opportune valutazioni. Rispetto al passato c’è stata maggiore trasparenza – prosegue Frascarolo – ma l’atteggiamento adottato è sempre il medesimo: esprimete pure le vostre idee o perplessità, tanto poi alla fine noi facciamo quel che vogliamo”. Una mossa che ha scatenato più di un mal di pancia tanto da indurre Alice Aldrovandi, presidente del Comitato Salviamo gli alberi a Carpi, a far partire un esposto in Procura, d’altronde, commenta Frascarolo, “quando non si ascoltano le rappresentanze della cittadinanza qualcuno si arrabbia a agisce di conseguenza. La politica non è forse l’arte del compromesso? In questo caso non vi è stato alcun margine di mediazione”.

Nonostante non ci sia stato modo di fermare il taglio dei pioppi per valutare con attenzione lo stato di ciascuna pianta, la partita per la Consulta oggi è tutt’altro che chiusa. “Sul fronte degli abbattimenti hanno fatto ciò che volevano ma ora – spiega il presidente – la discussione verte sulle piante che dovranno essere messe a dimora tra l’autunno e l’inverno per sostituire i pioppi tagliati”. La Consulta ha mandato agli uffici competenti una relazione dettagliata in cui elenca tempistiche, specie ed estensione delle nuove essenze ma, “anche in questo caso siamo stati del tutto ignorati ed è inaccettabile. Abbiamo ricevuto una non risposta in cui l’Amministrazione si è limitata a ripetere cose già dette, trascurando la maggior parte delle proposte riportate nella nostra approfondita valutazione. Dal neo assessore ci aspettavamo maggiore coraggio, una presa di posizione netta e in discontinuità col passato, altrimenti che senso ha questa nomina? Faccia vedere il suo cuore verde…”.

Per le associazioni ambientaliste, infatti, l’ideale sarebbe stato ripiantare degli esemplari di pioppo nero cipressino, “alberi che costano poco, dalla crescita veloce, frangivento per antonomasia e che necessitano di pochissima manutenzione. Piante che in poco tempo sono in grado di diventare imponenti, l’ideale in una strada come la Tangenziale dove non si possono certo piantare le esigue pianticelle scelte in altre vie cittadine di piccole dimensioni. Insomma a ispirarci è stata la bellezza del paesaggio descritta da Carducci, I cipressi che a Bolgheri alti e schietti, Van da San Guido in duplice filar, Quasi in corsa giganti giovinetti, Mi balzarono incontro e mi guardar… a quella dobbiamo puntare, non a qualche ramoscello sparuto qua e là”. Oltre ai pioppi la Consulta ha proposto “varietà autoctone, coerenti con lo scenario della pianura carpigiana”. Qualche esempio? Cerro, frassino, bagolaro, farnia, carpino bianco, tiglio… “alberi dalla chioma significativa. Piante del nostro territorio, selezionate dalla natura e non essenze estranee che vanno di moda al momento. Gli alberi messi a dimora oggi, svetteranno tra 20, 30 anni… quando ogni trend attuale sarà superato”.

Nella lettera di risposta del Comune, firmata dall’assessore Artioli, vengono però bocciate tutte le proposte eccezion fatta per il “Cerro, pianta dimostratasi capace di affrontare la sfida dei cambiamenti climatici” ma l’ideale, conclude la nota, è “il Nocciolo di Bisanzio”. Il Corylus colurna, comunemente chiamato Nocciolo di Costantinopoli, è un albero di media grandezza, a foglie caduche, originario dell’Asia, ha una crescita molto lenta e può restare per molti anni al di sotto dei 5-6 metri. Insomma, davvero l’ideale… per il Comune.

Sulle altre idee lanciate dalla Consulta, silenzio tombale. “Abbiamo proposto di non fare una fila unica bensì doppia e alternata per creare dei filari paralleli, una sorta di corridoio verde per ospitare, eventualmente, anche una ciclabile finalmente ombreggiata e protetta dai raggi solari”. Ma perché limitarsi a sostituire i pioppi abbattuti? La Consulta rilancia: “compiamo un’azione preventiva, inserendo nuovi alberi negli spazi vuoti. E’ certo che nel corso del tempo altri esemplari dovranno essere abbattuti per ragioni di incolumità – lo ribadisco ancora una volta, per noi la sicurezza è fondamentale ma nel suo nome non si può certo fare piazza pulita degli alberi ad alto fusto in modo indiscriminato – ma se corriamo ai ripari subito avremo filari gradevoli e rimpolpati comunque. Inoltre sarebbe auspicabile una piantumazione più organica e non limitata alle vie Cattani e Losi, perché dunque non ripensare ad esempio a via dell’Industria, strada del tutto priva di alberi? Contrastare le isole di calore attraverso la disseminazione di zone verdi diffuse nel tessuto urbano è fondamentale per il bene di tutti noi e dell’ambiente che ci circonda”.

I nostri amministratori non hanno mai nascosto la volontà di sostituire, gradatamente, gli alberi ad alto fusto che insistono sulle arterie più trafficate per sostituirli con piante dall’accrescimento ridotto appellandosi a quanto previsto dal Codice della Strada, in realtà, le cose non stanno proprio così. L’articolo 26 del Codice della Strada prevede che “la distanza dal confine stradale, fuori dai centri abitati, quindi su strade extraurbane, da rispettare per impiantare alberi lateralmente alla strada, non può essere inferiore alla massima altezza raggiungibile per ciascun tipo di essenza a completamento del ciclo vegetativo e comunque non inferiore a 6 metri”.

“Via Lama, via Cattani e la Tangenziale Losi – prosegue Angelo Frascarolo – insistono dentro al perimetro urbano, non sono strade extra urbane e pertanto non sono sottoposte a vincoli per quanto riguarda l’altezza del verde. Inoltre ricordo che la creazione della nuova Bretella che collegherà via dell’Industria con la zona autotrasportatori di Fossoli drenerà una forte parte di traffico dalla tangenziale e quindi non vedo perché lo sky line della Losi, coi suoi pioppi maestosi, non possa essere mantenuto”.

Il problema, lo abbiamo sottolineato più e più volte, non è tanto l’abbattimento di un albero (qualora tale drastica soluzione venga adottata per un reale motivo) quanto con cosa viene sostituito. Perché si sa, uno non vale uno. “Sostituire alberi imponenti con dei fuscelli non è onesto”, conclude il presidente Frascarolo. Non avremmo saputo dirlo meglio.

Jessica Bianchi