“Non rinunciate a cercare giustizia: denunciate”

Dopo tre anni l’incubo è finalmente finito. E con esso la paura di uscire, di essere inseguita, perseguitata. Una storia a lieto fine quella di una giovane ventenne e della sua famiglia che, anziché arrendersi, hanno deciso di uscire allo scoperto e denunciare lo stalking subito ai Carabinieri. "I Militari in forze alla Compagnia di Carpi sono stati la nostra àncora di salvezza e non ci hanno mai fatti sentire soli".

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Dopo tre anni l’incubo è finalmente finito. E con esso la paura di uscire, di essere inseguita, perseguitata. Una storia a lieto fine quella di una giovane ventenne e della sua famiglia che, anziché arrendersi, hanno deciso di uscire allo scoperto e denunciare lo stalking subito alle Forze dell’Ordine. Tre lunghi anni di indagini che si sono conclusi con un processo e una vittoria e ora, che la luce, così come la speranza, è tornata, la famiglia, originaria della Bassa modenese, ha deciso di scrivere una lettera di ringraziamento ai Carabinieri.
“Molte persone – raccontano i famigliari della giovane – hanno cercato di farci desistere, ripetendo che denunciare non sarebbe servito a nulla e che, al contrario, avrebbe peggiorato la situazione ma noi non ci siamo lasciati scoraggiare e abbiamo chiesto aiuto alle Forze dell’Ordine con fiducia. Abbiamo trovato uomini e donne disposti ad ascoltare. Persone che con umanità ed empatia, si sono calate nei nostri panni e ci hanno accompagnato in questo lungo percorso. I Militari in forze alla Compagnia di Carpi sono stati la nostra àncora di salvezza e non ci hanno mai fatti sentire soli. Non so quante volte ci siamo affacciati alla finestra e loro erano lì, di pattuglia, a vigilare che tutto andasse bene”.
Dopo aver ricevuto la lettera, questa mattina, il capitano Alessandro Iacovelli ha invitato la famiglia in caserma: “quando siamo arrivati abbiamo trovato ad accoglierci tutti i carabinieri che hanno partecipato alle indagini ed è stata una emozione indicibile. Sotto quelle divise ci sono padri e madri che ci hanno mostrato quanto sia importante prendersi cura anche dei figli degli altri. Non potremo mai ringraziarli abbastanza”, racconta la mamma della vittima.
Gli appostamenti e gli inseguimenti notturni subiti dalla figlia hanno sconvolto la sua vita, creando un effetto domino devastante su tutta la famiglia: “per tre anni non ha fatto altro che guardarsi le spalle. Era terrorizzata all’idea di uscire, si era chiusa in casa ma non abbiamo mai mollato e insieme abbiamo trovato una via d’uscita riponendo la nostra fiducia nelle istituzioni”. Ed è proprio questo il messaggio che la famiglia vuole lanciare: “non cedete alla paura. Denunciate. E se non trovate un orecchio disposto ad ascoltare, cercatene un altro e poi un altro ancora, ma non rinunciate a cercare giustizia”.
Jessica Bianchi