Tutti in classe a settembre, a un metro di distanza

E’ arrivato il parere del Comitato Tecnico Scientifico che definisce le regole per la riapertura e, sulla delicata questione degli spazi, l’indicazione è quella di calcolare il distanziamento di un metro lineare da bocca a bocca in una situazione di classe ‘statica’, in cui gli studenti sono seduti ognuno al proprio banco.

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Mancano cinquanta giorni alla prima campanella e si iniziano a definire i punti fermi da cui partire per un ritorno in classe in piena sicurezza. E’ arrivato il parere del Comitato Tecnico Scientifico che definisce le regole per la riapertura delle scuole in presenza e, sulla delicata questione degli spazi, l’indicazione è quella di calcolare il distanziamento di un metro lineare da bocca a bocca in una situazione di classe ‘statica’, in cui gli studenti sono seduti ognuno al proprio banco. Con riferimento alla cattedra, disterà due metri dai banchi degli alunni. Per ogni altra situazione è previsto l’uso della mascherina all’interno degli ambienti scolastici. Ferve il lavoro dei dirigenti scolastici che, metro alla mano, stanno verificando materialmente che ci sia spazio per tutti gli studenti. Nelle scuole elementari e medie, i cui edifici sono di proprietà comunale, è in atto la ricognizione per verificare che sia possibile realizzare l’obiettivo di svolgere le lezioni in presenza per tutti a partire da settembre, come stabilito a livello nazionale. La Provincia di Modena, proprietaria degli edifici in cui hanno sede gli istituti superiori, sta svolgendo in collaborazione coi presidi gli stessi accertamenti. Non è questo l’unico fronte su cui sono impegnati i dirigenti scolastici delle scuole superiori.

“Anche nel caso in cui ci sia un’aula per tutti, gli studenti del Liceo Fanti di Carpi sono 1.800 e stiamo studiando soluzioni – spiega la dirigente scolastica Alda Barbi – per evitare che siano presenti tutti contemporaneamente nella sede di viale Peruzzi: si tratta di una concentrazione molto rischiosa e per evitarla stiamo valutando la possibilità di frequentare le lezioni in presenza per cinque giorni e a distanza per un giorno. Così come il collegio docenti valuterà l’opportunità di accorciare le ore che oggi sono di sessanta minuti concentrandole in unità orarie in modo da non cambiare docente ogni ora. Sfrutteremo tutte le uscite di sicurezza per aumentare i varchi di entrata e uscita da scuola anche se questo comporterà più personale di sorveglianza così come saranno possibili ingressi e uscite scaglionati. Per gli studenti delle classi prime, che entreranno al Fanti per la prima volta, stiamo mettendo a punto uno specifico progetto affinché possano imparare a orientarsi, seguendo i percorsi che hanno colori diversi per indicare le differenti direzioni, prima dell’ingresso degli altri studenti”. La preside Barbi è convinta che “si debba cogliere questa occasione per svecchiare la scuola italiana” e, intanto, al Liceo Fanti ha fatto ritinteggiare aule e corridoi.

Anche all’Istituto Superiore Meucci si procede alle misurazioni perché “l’obiettivo – precisa il preside Luigi Vaccari – è quello di garantire una scuola il più possibile in presenza e in questi giorni sono stati definiti i parametri per le misurazioni. Grazie alla realizzazione della nuova sede, il Meucci non è in debito di ossigeno ma si dovrà provvedere ad aumentare il numero di accessi rispetto ai due principali finora utilizzati e a diversificare gli orari degli intervalli. Per quanto riguarda gli ingressi scaglionati a scuola aspettiamo di vedere come verrà organizzato il sistema dei trasporti”. Nella sciagurata ipotesi che le scuole debbano essere nuovamente chiuse, “siamo pronti a riattivare la modalità della didattica a distanza grazie all’esperienza messa a punto durante il lockdown” affermano i presidi.

Sara Gelli