“Vorremmo più famiglie con noi”

“Esteriormente siamo tutti sereni, ma solo noi sappiamo cosa proviamo, soprattutto quando pensiamo al Dopo di noi” ammette Sergio Saltini, presidente della Fondazione Progetto per la vita, impegnata a sostenere il cammino verso una maggiore autonomia della persona disabile e l’allargamento delle sue relazioni sociali, oltre a offrire, al tempo stesso, momenti di sollievo e condivisione a chi si prende cura di loro nella quotidianità

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“Esteriormente siamo tutti sereni, ma solo noi sappiamo cosa proviamo, soprattutto quando pensiamo al Dopo di noi” ammette Sergio Saltini, presidente della Fondazione Progetto per la vita, impegnata a sostenere il cammino verso una maggiore autonomia della persona disabile e l’allargamento delle sue relazioni sociali, oltre a offrire, al tempo stesso, momenti di sollievo e condivisione a chi si prende cura di loro nella quotidianità. “Vorremmo più famiglie con noi” ammette.

“In questo particolare periodo di quarantena le telefonate sono state costanti, almeno tre alla settimana dal Centro dove desidera tornare al più presto. Ogni mattina quando si sveglia mi chiede: oggi cosa faccio? Vado al Centro? Ma questa influenza non finisce mai? Da una ventina di giorni ha la possibilità di collegarsi in video-chiamata e gli piace un sacco fare le sue attività, sebbene a distanza”.

Non è stato facile per nessuno trascorrere questi mesi in isolamento forzato, per le famiglie con i ragazzi in casa è stato ancor più complicato. E’ il tema del Dopo di noi a preoccupare i genitori che hanno vissuto questa emergenza sanitaria nel terrore di poter essere contagiati, terrorizzati all’idea di dover lasciare solo il proprio figlio.

“Per questo motivo ci siamo attivati fin da subito sostenendo la gestione di un appartamento insieme alla coop Nazareno e ai Servizio sociali del Comune di Carpi affinché familiari contagiati potessero vivere separati. Sempre grazie alla raccolta fondi la Fondazione insieme ad Adifa ha procurato il kit con mascherine, gel igienizzante e guanti per 350 famiglie. Ne abbiamo consegnate anche all’associazione Sopra Le Righe, alla coop Nazareno, Genitori e Figli con handicap di Soliera e Il Tesoro Nascosto”.

“Per quel che riguarda il Dopo di noi si può fare di più e c’è da darsi una mossa perché è in gioco la serenità delle famiglie” afferma Saltini. I quattro appartamenti dedicati ai disabili previsti all’interno del Care Residence in costruzione lungo via Nuova Ponente sono un primo importantissimo passo sulla strada giusta lungo cui occorre proseguire.

Ancora prima dell’emergenza sanitaria legata al coronavirus (“perché noi viviamo un’emergenza continua con o senza covid 19”) confrontandosi con le fondazioni Dopo di Noi di Reggio Emilia e Le chiavi di casa di Granarolo, Fondazione Progetto per la vita di Carpi ha pensato di realizzare un passaporto per l’emergenza, un libretto che contiene tutto ciò che riguarda il percorso della persona disabile: sarà gestito dalla famiglia e costantemente aggiornato dai servizi socio-sanitari.

Ora nella Fase 2 anche i Centri gradualmente riapriranno secondo le modalità che la delibera regionale individuerà: non sarà più possibile trascorrervi tutti i giorni otto ore, ma probabilmente potranno essere ospitati piccoli gruppi a giorni alterni; non sarà possibile proporre ai ragazzi le vacanze in autonomia ma i Centri diurni potrebbero rimanere aperti nel mese di agosto. “E’ impensabile che i ragazzi possano rispettare il distanziamento sociale ma non dobbiamo farci paralizzare dalla paura del coronavirus”.