Coronavirus, la caccia agli untori intentata dai leoni da tastiera non resterà impunita

La figlia dell’imprenditore 62enne della Garc che, di ritorno dal lodigiano, ha portato inconsapevolmente su di sé il Coronavirus, oggi ha denunciato un uomo per diffamazione aggravata dall’uso dei social. “Dal momento che le affermazioni ingiuriose e inaccettabili sono degenerate addirittura in minacce nei miei confronti, a tutela della mia famiglia e di chiunque possa trovarsi nella stessa situazione in cui mi sono trovata io, ho ritenuto di rivolgermi ai Carabinieri per denunciare chi, nascondendosi dietro false generalità, riesce a fare del male a chi sta soffrendo”, spiega.

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Il clima è teso, la preoccupazione legata al Coronavirus è palpabile, anche nella nostra città. Qualcuno infatti, soprattutto sui social, sta dando il peggio di sé, gettando fango senza alcun ritegno sulla famiglia del paziente uno: l’imprenditore 62enne della Garc che, di ritorno dal lodigiano, ha portato inconsapevolmente su di sé il virus. Una caccia “all’untore” riprovevole perchè quanto accaduto a lui poteva capitare a ciascuno di noi.

E oggi pomeriggio è scattata la prima denuncia per diffamazione aggravata dall’uso dei social.

“Nei giorni scorsi, prima che tutto questo accadesse – racconta una delle figlie dell’imprenditore, l’unica risultata positiva – avevo fatto un post aziendale e, in quanto tale, pubblico, di ricerca di personale sulla città di Milano. Oggi sotto a quel post sono iniziati a comparire, uno dopo l’altro, degli insulti nei confronti di mio padre. Questo signore lo accusava di aver lasciato scorrazzare la sua famiglia, figli e nipoti, in giro per Carpi con estrema leggerezza. La mia famiglia non ha affatto sottovalutato la questione, al contrario. Se mio padre avesse avuto dei sospetti non mi sarebbe certo stato di fianco, infettandomi, dal momento che aspetto tre gemellini…”. Nessuna sottovalutazione dunque e, “al manifestarsi dei sintomi e ancor prima di avere avuto la conferma della positività di mio padre, siamo corsi ai ripari, adottando delle misure immediate e drastiche in azienda, dove, subito dopo l’esito del tampone, ogni attività è stata sospesa senza esitazione, con 260 dipendenti a casa, avvertendo tutti coloro con cui eravamo entrati in contatto e mettendoci a completa disposizione delle autorità sanitarie con le quali sono state condivise le misure da adottare nell’arco di poche ore. Poiché le affermazioni ingiuriose e inaccettabili sono degenerate addirittura in minacce nei miei confronti, a tutela della mia famiglia e di chiunque possa trovarsi nella stessa situazione in cui mi sono trovata io, ho ritenuto di rivolgermi ai Carabinieri  per denunciare chi, nascondendosi dietro false generalità, riesce a fare del male a chi sta soffrendo”.

Dotati di tutte le protezioni individuali necessarie, i Militari hanno raccolto la denuncia direttamente a casa della donna. L’uomo, un carpigiano, immediatamente identificato è stato denunciato per diffamazione aggravata dall’uso dei social. Ciò che si scrive lascia un segno e la caccia alle streghe intentata dai leoni da tastiera, soprattutto, in questa fase delicata per la nostra città – e non solo – non resterà impunita.

Jessica Bianchi