Il Made in Carpi fermo alla ricerca di un futuro

Molta gente e numerosi addetti ai lavori in Sala Loria in occasione della presentazione dell’ultimo libro dell’ex sindaco di Carpi Werther Cigarini dal titolo Made in Carpi. Dai cappelli di paglia all’alta moda. Una tradizione in cerca di futuro.

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Molta gente e numerosi addetti ai lavori in Sala Loria in occasione della presentazione dell’ultimo libro dell’ex sindaco di Carpi Werther Cigarini dal titolo Made in Carpi. Dai cappelli di paglia all’alta moda. Una tradizione in cerca di futuro.

Un libro non autobiografico (anche se, ovviamente, Cigarini ha ricordato gli anni in cui fu sindaco della città), bensì un attento esame dell’evoluzione economica e una storia dell’identità carpigiana dell’ultimo secolo, dall’antica lavorazione del truciolo per ricavarne cappelli di paglia al boom economico del dopoguerra basato sulla maglieria.

E ora? Finite quelle due storiche attività che, grazie alla intraprendenza dei suoi pionieri, hanno dato “lavoro, benessere, ricchezza alla nostra comunità – scrive l’autore – siamo in una fase di declino, con un presente incerto e senza un futuro”. Una vera incognita sul domani.

Pur non essendo né uno storico né un economista, Cigarini ha compiuto un excursus storico, politico ed economico importante facendo riferimento “a pubblicazioni e documenti esistenti redatti da chi in precedenza si era occupato del settore e quanto prodotto negli anni dall’Osservatorio sul tessile, dal miracolo economico iniziato negli Anni ’50 e di cui si sono occupati a suo tempo tanti giornali e tanti inviati sulla piazza di Carpi, con le sue evoluzioni (compreso l’individualismo patologico dell’imprenditore carpigiano) che è passato dal truciolo alla maglieria, sino al declino attuale che le recenti iniziative come Moda Makers o Carpi Fashion non sono certamente in grado di contrastare”.

Nell’attraversare e percorrere la storia recente del territorio, caratterizzata agli inizi da entusiasmo e voglia di fare e da coraggiose iniziative imprenditoriali anche da parte di chi imprenditore non era mai stato, Cigarini ha ricordato chi ha determinato il successo della maglieria facendo conoscere il made in Carpi in Italia e nel mondo.

Ma è anche andato oltre e, nella ricerca di un possibile futuro economico “che sollevi la città dall’attuale fase di stallo, un futuro che deve nascere dal presente ma anche dalla conoscenza e dalla riflessione del suo passato”, Cigarini fa uno sforzo di immaginazione per fornire un proprio contributo a questa ricerca, proponendo di sperimentare “la via dell’eccellenza creativa nel rispetto di uno sviluppo sostenibile del settore e dunque con una forte caratterizzazione green eco-compatibile che possa creare un ambiente dinamico e stimolante, capace di iniziative che ridiano un’identità culturale persa dal territorio per creare nuove opportunità, iniziative e attrarre investimenti esterni. Con l’apporto di giovani imprenditori creativi che abbiano magari fatto esperienze di studio e di ricerca all’estero, che guardino con entusiasmo al futuro e non solo orientati ad aprire una nuova birreria, un ristorante o un pub, che abbiano fame di riscattarsi e di riscattare il loro territorio ormai spento, fermo e privo di idee e di entusiasmo. Magari col sostegno di enti come la Fondazione Cassa di Risparmio ma anche di privati con risorse finanziarie ricavate nel territorio nel quale hanno lavorato, come ha fatto l’imprenditore veneto Renzo Rosso titolare della Diesel che ha stanziato fondi personali con la semplice motivazione Non voglio morire coi soldi in banca ma voglio aiutare la mia terra”.

Valutazioni e opinioni di uno che Carpi l’ha vissuta in prima persona, come dirigente del suo partito, il Pci, poi come sindaco e, successivamente, come consigliere regionale, opinioni che non passeranno inosservate e sotto silenzio. E infatti, al termine della conferenza di presentazione del libro, vi sono stati i primi commenti a caldo da parte dei presenti che hanno osservato come Cigarini abbia fatto un lodevole lavoro di sintesi rispetto a ciò che è stato ma abbia taciuto le pesanti responsabilità del suo partito che ha governato ininterrottamente il territorio dalla fine della guerra a oggi. Nessuna critica nemmeno alla Cgil per la violenta vertenza sindacale condotta a suo tempo contro la Silan di Renato Crotti, che ne decretò la chiusura, quel Crotti peraltro lodato dallo stesso autore come uno dei primi coraggiosi fondatori dell’industria della maglieria, oppure la mancata chiamata in causa della Cmb, la potente cooperativa carpigiana, nel novero di chi potrebbe contribuire economicamente, con specifici progetti, a risollevare e rilanciare la realtà carpigiana.

Cesare Pradella