Cerco un’occupazione: ringrazio di cuore chi saprà aiutarmi

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“Sono rimasta sola, con la mia bambina di otto anni, e sono affranta”. A parlare è la 41enne carpigiana d’adozione Angela Longobardi. La morte di suo marito, Alfredo, l’ha fatta precipitare in un incubo senza fine: “ad Alfredo era stato diagnosticato un Linfoma no Hodgkin. La nostra battaglia è durata un anno e mezzo durante il quale l’intera famiglia ha vissuto la malattia. Giorno dopo giorno, l’ha sperimentata sulla pelle. Mio marito è sempre stato positivo, mi ripeteva continuamente che tutto si sarebbe sistemato, che non ci avrebbe mai lasciate. Gli ho creduto sino alla fine ma l’8 aprile, io e mia figlia Lorella, siamo rimaste sole”. All’incommensurabile dolore del lutto si è sommato tutto il peso della burocrazia e per Angela la situazione è diventata insostenibile: “dopo aver sbrigato tutte le pratiche legate al funerale, mi sono recata in Posta e in banca per capire cosa sarebbe accaduto e con mio sgomento ho scoperto di non poter più toccare nemmeno un euro prima di aver espletato tutti gli adempimenti legati alla successione ereditaria, resa ancor più complessa dalla presenza di un minore. Il libretto postale intestato a mio marito, nonostante avessi la firma, è stato congelato e il nostro conto corrente bancario cointestato sul quale vengono canalizzati i pagamenti delle bollette è bloccato per metà. Da un giorno all’altro mi sono ritrovata sola e senza liquidità”. Disperata, Angela chiede aiuto ai parenti che vivono al Sud: “non potevo vendere la macchina di Alfredo, poiché vincolata alla successione con beneficio di inventario, non sapevo letteralmente dove sbattere la testa. Fortunatamente la mia famiglia mi ha fatto avere qualche soldo per tirare avanti ma le tempistiche sono infinite. Mi avevano paventato un periodo di due o tre mesi prima di sbloccare i conti ma i tempi continuano ad allungarsi, l’inventario dei beni non è ancora stato fatto; è un’attesa senza fine e logorante”. Quando Alfredo si è ammalato, ha chiesto alla banca la sospensione del pagamento del mutuo per un anno ma, a ottobre, i 738 euro della rata dovranno essere nuovamente onorati ogni mese: “ho lavorato quindici anni come commessa, amavo la mia professione ma, nel 2011, quando è nata Lorella, decidemmo che sarei rimasta a casa. A mandare avanti la famiglia era mio marito, operaio in una ditta del settore tessile”.  In preda all’angoscia, Angela, una delle amministratrici del gruppo Facebook, Vendiamo tutto a Carpi e dintorni, ha lanciato un appello sul social: “non sapevo che fare e allora ho chiesto aiuto. La solidarietà che ho ricevuto mi ha riempito il cuore di gioia. In tanti mi hanno scritto in privato, chiedendomi cosa servisse a me e alla mia bambina. Le mamme dei compagni di scuola di Lorella hanno organizzato una colletta e tutte le maestre dell’istituto ci hanno sostenute. A tutti loro voglio dire grazie. Con tutta me stessa. Oggi è anche grazie ai loro contributi che riesco a fare la spesa, a pagare le utenze e a sostenere le spese legate alla Successione. Pensa, devo pagare per sbloccare i nostri soldi; ormai ho perso il conto delle marche da bollo che ho dovuto acquistare: un’assurdità”. Per racimolare una manciata di euro, Angela ha venduto tutto ciò che apparteneva al marito: “sapere che qualcun altro camminerà con le scarpe di Alfredo, indosserà i suoi vestiti e andrà in giro in sella alla sua bicicletta, mi fa stare bene. E’ un modo per farlo vivere ancora. Non potevo continuare a essere circondata dei suoi oggetti, mi faceva troppo male, solo alle fotografie, ai nostri ricordi, non posso rinunciare”. I Servizi Sociali le daranno un aiuto ma trovare un’occupazione è fondamentale: “non voglio perdere la nostra casa e regalarla alla banca, vorrei continuare a vivere tra queste quattro mura, frutto di tanti sacrifici, crescervi mia figlia… ma per poter pagare le rate del mutuo devo trovare un lavoro. Ho mandato curriculum, sono alla spasmodica ricerca. Le mie uniche due condizioni sono di non lavorare nelle fasce serali e notturne per non lasciare Lorella da sola e di poter restare a Carpi in quanto non sono automunita. Vorrei tanto ricominciare a fare la commessa o la cassiera, come in passato… se qualcuno cerca una persona fidata e con esperienza, io sono a disposizione. Qualcuno mi aiuti”.
Jessica Bianchi

 

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