I tre anni di passione di via Trento Trieste

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Repetita iuvant dicevano i latini. E allora facciamolo, per l’ennesima volta, e chissà che questa non sia la volta buona. La tenuta del centro storico è a rischio. Eccezion fatta per corso Alberto Pio e Piazza Garibaldi, il commercio al dettaglio arranca. Si abbassano le saracinesche e si accendono gli schermi: l’e-commerce ha da tempo preso piede nelle nostre vite ma l’apocalisse del settore retail non è imputabile solo al cambiamento delle abitudini dei consumatori: vie poco illuminate, sporche, prive di parcheggi e abbandonate a loro stesse non incentivano certamente lo shopping. Tra le aree maggiormente problematiche del centro vi è senza alcun dubbio via Trento Trieste. Ormai completamente  desertificata, basti pensare che nel tratto tra le vie San Bernardino e Berengario a resistere sono rimasti solo tre esercenti, la strada è interessata da un cantiere pressoché eterno. E’ da tre anni che all’altezza del civico 95, insistono dei lavori. Tre anni di parcheggi interdetti alla sosta e, come se ciò non bastasse, la via è spesso interessata da chiusure nella giornata di sabato, certamente la più importante per il commercio. In questo modo i clienti non solo non possono parcheggiare ma nemmeno transitare. Una condanna a morte per una via già defilata rispetto alla classica vasca. L’ultima in ordine di tempo è stata quella del 21 aprile: chiuse, dalle 8 alle 19, via Berengario (fino all’incrocio con Trento Trieste), via Trento Trieste (fino a via San Bernardino), via San Bernardino e via Rovighi, interessate dal passaggio della manifestazione sportiva Oakley Criterium Carpi. L’accusa lanciata dai tre commercianti superstiti è il “modo scriteriato col quale vengono date le concessioni per le ristrutturazioni e la conseguente occupazione di suolo pubblico”. Intanto, l’ormai cronica carenza di piazzole ha obbligato alla chiusura, dopo 26 anni di attività, il salone di parrucchiera e, molto probabilmente, comporterà la migrazione forzata dei rimanenti tre negozianti.  Se, come ripetono gli amministratori, il centro storico rappresenta l’identità della nostra città, allora c’è poco di cui esser lieti.
Jessica Bianchi

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