Il nome di Antonio Tonelli non merita di essere messo da parte

La storica e archivista carpigiana Lucia Armentano interviene dopo l’intitolazione dell’Istituto di Alta Formazione Musicale Vecchi-Tonelli al maestro Luciano Pavarotti esprimendo la propria “ferma contrarietà”.

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Antonio Tonelli

I miei titoli, il mio curriculum, le mie ricerche, su argomenti locali ma non solo, mi portano a una riflessione sull’intitolazione dell’Istituto di Alta Formazione Musicale Vecchi-Tonelli al maestro Luciano Pavarotti e a esprimere la mia ferma contrarietà. L’Istituto è nato dalla fusione di due eccellenze del territorio: l’Istituto Orazio Vecchi di Modena e l’Istituto Antonio Tonelli di Carpi e, a conferma che il legame con il Comune di Carpi non è mai stato reciso, è sicuramente il nome di un componente dell’attuale Consiglio di Amministrazione, già assessore al Comune di Carpi, che manterrà la carica fino al 10 novembre 2027 (ndr – Davide Dalle Ave).

Nel comunicato stampa leggo che “senza rinnegare un passato glorioso” si è attuato “una sorta di passaggio di testimone”, cliché per giustificare che a due musicisti e compositori dei secoli XVI e XVII – pertanto obsoleti? – si preferisce la figura del tenore Pavarotti, gloria modenese il cui ricordo e fama restano indelebili. Certo, non siamo qui a negare la storia e il valore del maestro Pavarotti, ma non per questo si deve abbassare il sipario sulla storia e oscurare l’importanza di musicisti che hanno comunque lasciato un segno indelebile. Un’operazione inaccettabile a mio parere. E a prova di quanto affermo invito a verificare le biografie dei nostri, Vecchi e Tonelli, facilmente reperibili sul web.

Nel 2013 ho avuto il grande piacere di ricevere dal professore Christopher Hogwood, famoso direttore d’orchestra nonché clavicembalista britannico (Nottingham, 10 settembre 1941 – Cambridge, 24 settembre 2014), il volume da lui curato insieme a Ryan Mark: Sonatas for violin and continuo Op. 5 with contemporary embellishments, and a keyboard realisation by Antonio Tonelli. Un dono che mi è stato fatto per la collaborazione che ho dato alle loro ricerche e che, anziché tenere per me, ho donato all’Istituto Tonelli, dove si trova tuttora, in virtù del fatto che le ricerche le avevo condotte per conto dell’Archivio storico di Carpi, di cui ero dipendente.

Trascrivo qui un commento tradotto e tratto dal libro: “Arcangelo Corelli, virtuoso del violino del suo tempo, pubblicò a Roma nel 1700 le sue Sonate per violino e basso continuo op. V. Queste sonate rappresentano un compendio dell’arte violinistica dell’epoca e gettarono le basi per le future composizioni per violino. Nel corso degli anni, le sonate sono state pubblicate in quasi 100 edizioni, tutte basate sulla prima edizione di Corelli, che contiene solo la linea del violino solista sopra una linea di basso non realizzata. Oggi, le sonate sono ben note grazie alle numerose realizzazioni moderne per basso continuo. Tuttavia, esiste anche una realizzazione dell’epoca di Corelli, opera di Antonio Tonelli, che viene qui presentata per la prima volta in un’edizione moderna per l’esecuzione. Questa realizzazione è sorprendente perché contiene accordi completi, a volte suonati da entrambe le mani. Inoltre, la nuova edizione critico-scientifica di Bärenreiter include numerosi abbellimenti. La maggior parte di essi è stata rinvenuta in documenti manoscritti di Tartini, Geminiani, McGibbon, Dubourg e Roger (da una ristampa delle sonate del 1710 circa). Questi abbellimenti sono presentati in un libretto separato che i musicisti possono posizionare accanto all’originale di Corelli sul leggio. A completare questa edizione Urtext ci sono un’introduzione storica, un commento critico e un’appendice contenente i preludi alle sonate per tastiera di Tonelli, nonché una selezione di movimenti per tastiera abbelliti da contemporanei di Corelli…”.

Concludo con l’invito a porre rimedio a questa intitolazione, non è mai tardi per tornare sui propri passi. Il nome di Antonio Tonelli non merita di essere messo da parte.

Lucia Armentano, storica e archivista.

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