Reinventarsi un lavoro con il fatto a mano

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Perdere il lavoro e reinventarsi un’occupazione realizzando accessori in feltro, panno lenci, carta e legno fatti a mano. Disoccupazione e creatività è un binomio che racconta sempre di più la vita delle donne in tempo di crisi, in bilico tra lavoro, precarietà e famiglia. Tra queste donne c’è anche Valentina Fiori, 39 anni, cesenate d’origine, ma carpigiana d’adozione per amore del compagno. Nell’ottobre del 2016, Valentina non vede rinnovarsi il contratto presso l’azienda in cui lavora come operaia e d’improvviso scatta in lei l’esigenza di darsi da fare trasformando il suo hobby in attività. “Dopo aver lasciato Cesena sette anni fa – ha raccontato Valentina – e il posto fisso in un’azienda nautica, non sono più riuscita a trovare una stabilità professionale. La crisi degli ultimi anni, di certo, non mi ha aiutata. Rimanere senza lavoro oggi provoca parecchio smarrimento, perché è molto più difficile rispetto al passato trovare un nuovo impiego. Ci si ritrova con la necessità di guadagnare e un’infinità di tempo libero a disposizione che non si sa come occupare…”. Valentina però non è una che si arrende facilmente e in questo tempo “vuoto” trova lo stimolo per reagire: ripesca dal cassetto ago e filo e una passione per le creazioni fatte a mano che le ha trasmesso la nonna sin da bambina. Nasce così Impronta handmade: un progetto di creazioni artigianali che non conosce limiti in fatto di fantasia. Fiocchi nascita, album per fotografie, borse, collane, animaletti in panno lenci, piccoli giochi montessoriani come il calendario didattico. Ogni giorno Valentina aggiunge un nuovo pezzo alla sua collezione di articoli.
Qual è stato il primo oggetto che hai creato?
“Il primissimo oggetto è stato un albero di natale in legno. L’ho realizzato all’interno del laboratorio del mio compagno (Falegnameria DF di Dino Fregni). E’ lì che ho capito che avevo delle idee a cui dovevo dare forma per farle conoscere agli altri. E infatti, poco dopo, è arrivata l’occasione di realizzare un fiocco nascita per una mia amica che l’ha apprezzato molto spargendo in giro la voce. Da allora ho cominciato ad avere sempre più richieste, inizialmente dalla mia cerchia di amici e conoscenti e poi da altre persone che sono arrivate a conoscermi tramite la pagina Facebook Impronta handmade e i mercatini che ho fatto in occasione della Notte Bianca”.
La tua passione si è trasformata in un lavoro: soddisfa anche la sfera economica?
“Ancora uno stipendio vero e proprio non ci salta fuori. Ma ci sono persone in tutto il mondo che, col tempo, hanno fatto del loro hobby per le creazioni in stoffa, legno e affini una professione a tutti gli effetti, talvolta anche parecchio remunerativa. Per arrivare a un risultato soddisfacente anche dal punto di vista economico, insieme al mio compagno stiamo valutando altri progetti da intraprendere sempre nell’ambito artigianale”.
Di cosa si tratta?
“Abbiamo capito che gli oggetti fatti a mano sono molto apprezzati in particolare dai bambini e dalle loro mamme. Pertanto vorremmo creare una linea più articolata di accessori montessoriani in legno come la torretta di apprendimento, il lettino e, più in generale, una vera e propria gamma di mobili per la cameretta dei più piccoli.  Parallelamente, vorrei creare anche una linea di tende, coperte e altri accessori sartoriali e decorativi per completare l’arredamento, o persino una mia collezione di abbigliamento per bambini. Ritrovarsi disoccupati mette in moto la creatività, rende adattabili e dinamici: tre requisiti fondamentali per provare a farcela nell’intricato mondo lavorativo di oggi”.
Chiara Sorrentino

 

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