Aimag rilancia: risultati in crescita, ma restano aperte le sfide future

“Noi siamo donne e uomini di azienda a cui è stata affidata la responsabilità di sistemare i conti: i soci pubblici hanno dato fiducia a questo Consiglio di Amministrazione e oggi ne raccolgono i frutti” sottolinea Paola Ruggiero, presidente in scadenza del Gruppo Aimag, al termine dell’ultimo triennio.

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Paola Ruggiero e Gianluca Valentini

Coraggio e orgoglio. Sono queste le parole che ricorrono più spesso nel bilancio tracciato da Paola Ruggiero, presidente in scadenza del Gruppo Aimag, al termine dell’ultimo triennio. “Tre anni difficilissimi – spiega – in cui il nostro unico obiettivo è stato quello di rimettere a posto le cose, riportando l’azienda nelle condizioni di poter scegliere quale strada perseguire nel suo futuro. C’è voluto coraggio ma ce l’abbiamo fatta e di questo non possiamo che essere orgogliosi”.

Il 2022 è stato un annus terribilis e quando il nuovo Consiglio di Amministrazione si insediò, dovette fare i conti con una condizione debitoria importante (frutto anche dell’acquisizione di Soenergy): “fummo costretti a presentare il bilancio del 2023 fuori tempo massimo dopo una lunghissima interlocuzione con gli istituti finanziari – sottolinea il direttore generale Gianluca Valentini – poiché notevolmente esposti e privi della necessaria redditività. La Posizione Finanziaria Netta è passata dai -210 milioni di allora a -149 milioni, accompagnata da una significativa riduzione della leva finanziaria, grazie a un’azione mirata di rinegoziazione dei finanziamenti e di contenimento della pressione debitoria. Dopo due anni, il 2022 e il 2023 in cui non c’erano le condizioni per ridistribuire ai soci i dividendi, nel 2024 sono stati 4 i milioni ridistribuiti e quest’anno il CdA ne proporrà 7 all’assemblea. Il gruppo è tornato a produrre utile, riportando a reddito tutti i business, grazie a un grande lavoro di squadra”.

I numeri “parlano chiaro”, puntualizza Ruggiero, e tra i principali risultati raggiunti emerge la crescita del Margine Operativo Lordo (EBITDA), passato da 54 milioni di euro nel 2022 a 84 milioni nel 2025, un “valore storico e mai raggiunto” aggiunge Valentini. E Sinergas, “cavallo di razza del gruppo”, come lo definisce Ruggiero, raddoppia, passando da 15 a 30 milioni di euro di fatturato. Obiettivi centrati grazie a “un profondo percorso di riorganizzazione del management. A un cambio di passo decisivo sugli assetti manageriali, sui processi interni e sul modello industriale, con l’obiettivo di rafforzare la sostenibilità economica e la capacità di investimento nel territorio” prosegue il direttore generale

Gli investimenti sono cresciuti da 37 (del 2023) a 53 milioni di euro nel 2025, “con particolare attenzione alla riduzione delle perdite idriche, alla sicurezza degli impianti e alla resilienza delle reti. Abbiamo rafforzato la nostra capacità operativa e progettuale, riducendo al contempo la pressione finanziaria… Siamo uomini e donne di azienda – dichiara Valentini – che hanno sempre ambito a ridare risultati ai soci ed è ciò che abbiamo fatto”.

Ma a consentire all’azienda di tornare a generare valore, investire sul territorio e consolidare i servizi offerti ai cittadini sono stati anche tutti coloro che lavorano quotidianamente nel gruppo. Una squadra che oggi ha raggiunto quota 708 persone: “quando ci siamo insediati – ricorda la presidente – si respirava un clima di grande incertezza, c’era un elevato tasso di turn over. Abbiamo investito nel rafforzamento organizzativo e delle competenze, con l’inserimento di nuove figure manageriali strategiche, il potenziamento delle funzioni di controllo e pianificazione e la crescita dell’organico operativo. Abbiamo puntato sul benessere aziendale, sulla formazione di giovani e meno giovani anche per quanto riguarda l’alfabetizzazione all’intelligenza artificiale. L’attenzione e la cura al capitale umano sono per noi fattori imprescindibili”.

Ma se il bilancio degli ultimi tre anni viene rivendicato dal management come una fase di rilancio e consolidamento restano ancora alcuni nodi da sciogliere. Sul futuro, infatti, resta aperta la questione della governance e del rapporto con Hera, dopo la recente bocciatura da parte della Corte dei conti delle richieste presentate da dodici Comuni modenesi sull’operazione relativa a Heracquamodena Srl (poichè secondo i giudici “determinerebbe una sostanziale modifica della governance societaria e della forma di gestione del servizio idrico integrato e produrrebbe, in definitiva, l’effetto di cedere la direzione e la gestione di una società a controllo pubblico ad un soggetto privato, Hera Spa)”.

Su questo fronte, però, la presidente uscente respinge qualsiasi lettura che associ la decisione della Corte a un giudizio negativo sul percorso compiuto dal gruppo: la bocciatura non rappresenta certo un fallimento sul piano industriale. Il vero fallimento, per quanto mi riguarda, sarebbe stato non crescere, restare inerti, licenziare personale… Così non è stato. Lo dico ancora una volta, noi siamo donne e uomini di azienda a cui è stata affidata la responsabilità di sistemare i conti: i soci pubblici hanno dato fiducia a questo Cda e oggi ne raccolgono i frutti” chiosa Ruggiero.

E mentre è in corso l’iter per il rinnovo degli organi societari, con la definizione, da parte del nuovo Patto di sindacato dei soci pubblici di Aimag, delle procedure relative agli avvisi pubblici e alla raccolta delle candidature per il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale, in vista dell’Assemblea dei Soci convocata per il prossimo 25 giugno, quali scenari si profilano per la multiutility di casa nostra?

“Il nostro obiettivo primario, lo ribadisco, è quello di mantenere l’equilibrio economico – finanziario anche a fronte di un territorio che ha necessità importanti a cui far fronte ma restano centrali le sfide che si prospettano in futuro, ovvero il mantenimento delle concessioni sui business regolati, come quella del ciclo idrico, e la competizione nel libero mercato dell’energia e del gas. Dobbiamo riuscire ad attrezzare il gruppo, e oggi non lo siamo, per essere all’altezza di tali sfide”, conclude il direttore generale. Resta aperta la partita delle concessioni: la gara per il servizio idrico sarà davvero uno scenario imminente o seguirà un percorso simile a quello del gas, di cui si discute da anni senza sviluppi concreti?

Jessica Bianchi

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