Fossoli e Carpi su RaiDue in occasione della Giornata della Memoria

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Chi mai saprà quello che è capitato qui? Si apre con questa domanda, incisa con un chiodo su una pietra anonima ad Auschwitz lo speciale Inferno sulla Terra realizzato da RaiDue che andrà in onda il prossimo 27 gennaio, alle 15, in occasione della Giornata della Memoria. Il giornalista Ubaldo Pantani attraverserà così i luoghi dello sterminio del popolo ebraico partendo da Auschwitz, Birkenau e Dachau per poi arrivare nei luoghi italiani dell’orrore: il forno crematorio della Risiera di San Sabba a Trieste, Binario 21 della Stazione Centrale di Milano dove il 30 gennaio del '44 iniziò la deportazione della neo senatrice Liliana Segre e appunto il Campo di Fossoli e il Museo Monumento al Deportato. Fra le voci dei sopravvissuti italiani, ci sarà anche la testimonianza di Enrico Vanzini, l’ultimo sonderkommando che ha visitato il Campo di Fossoli anche lo scorso marzo. Prosegue intanto il calendario di iniziative promosso dalla Fondazione Fossoli per la Giornata della Memoria che si concluderà lunedì 29 gennaio alle  9 presso la Sala Conferenze Peruzzi in Piazzale Allende a Carpi con la conferenza Ripensare la Liberazione che vedrà protagonista Dan Stone, Professore di Modern History e Direttore dell’Holocaust Research Institute alla Royal Holloway University of London, in collaborazione con
il Mémorial de la Shoah di Parigi. La conferenza, parte del recente studio del professor Stone (uscito in Italia con Einaudi con il titolo di Liberazione dei campi. La fine della Shoah e le sue eredità) che si fonda sulle diverse esperienze di Liberazione alla fine della Shoah: dalle prime reazioni avute dagli Alleati nel varcare i cancelli dei campi di concentramento e di sterminio fino al ritorno in patria dei sopravvissuti. Da qui poi la conferenza toccherà il tema delle persone cosiddette indesiderate, ovvero coloro che per varie ragioni non poterono fare subito ritorno a casa (in particolare gli ebrei dell’Europa Orientale e i cittadini residenti in territori caduti sotto il dominio sovietico) le quali rimasero a lungo in campi attrezzati come centri di raccolta. Possiamo quindi associare la Liberazione a univoci sentimenti di gioia e di ritorno alla vita per coloro che furono liberati? Possiamo parlare di ingressi trionfali da parte dei liberatori nei lager? Su questo e molto altro si interrogherà il professor Stone nel corso del suo intervento

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