Aumentano gli abbandoni di gatti adulti

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La crisi che già da alcuni anni sta mettendo in difficoltà aziende e famiglie, non risparmia nemmeno i nostri amici a quattro zampe, cani e gatti, nonostante siano spesso considerati veri e propri componenti della famiglia. La segnalazione arriva dal Gattile dell’Unione delle Terre d’Argine che opera sui territori di Campogalliano, Carpi, Novi e Soliera.

I volontari denunciano che, negli ultimi tempi, il numero delle rinunce di gatti precedentemente adottati, dunque ormai adulti, è in aumento e la situazione si sta facendo preoccupante. Alla base di tale difficile decisione spesso è la perdita del lavoro di uno o più componenti della famiglia, ma anche pensioni sempre più basse, inadeguate di fronte al crescente costo della vita. Senza considerare che molte famiglie sono costrette a pagare mutui o affitti salati. Per questa ragione sono sempre più frequenti le persone che si presentano davanti alle porte del Gattile con il loro animale nel trasportino, dal quale sono costretti a separarsi. E così il micio viene preso in carico dai volontari a loro volta alle prese con numerose e pesanti difficoltà: gli spazi per il ricovero temporaneo sono ai minimi storici e ovviamente i nuovi arrivati rappresentano un nuovo costo dal punto di vista economico. Senza considerare il profondo disagio che l’animale deve affrontare: si deve abituare a una nuova situazione abitativa dopo un allontanamento definitivo e forzato dal suo “umano”. Poi, come tutti sanno, è più difficile piazzare gli adulti, rispetto ai cuccioli, che dunque rischiano di rimanere a carico della struttura per diverso tempo.

La gestione di un gatto adulto, sottolineano i volontari, soprattutto se già abituato a vivere in casa, risulta invece più semplice rispetto a quella di un cucciolo di pochi mesi, ovviamente più bisognoso di cure e attenzioni. Occorre però sottolineare come accanto a questioni emergenziali, a volte alla base dell’abbandono dell’amico a quattro zampe, vi siano anche altre ragioni come cucciolate indesiderate, perdita di interesse per l’animale o incapacità di gestirlo nel tempo. Molte persone quando decidono di adottare un gatto, magari un tenerissimo cucciolotto, da regalare ai propri bambini a Natale o per il compleanno, non considerano che è innanzitutto un essere vivente e come tale bisognoso di attenzioni e cure, spesso costose. Insomma quando si adotta un micio dovrebbe essere per tutta la vita e occorre ponderare bene tale scelta, consapevoli delle conseguenze.

Federica Boccaletti
 
 

Gatto mio quanto mi costi

Cibo: dai 20 ai 30 euro al mese, in assenza di particolari esigenze alimentari.

Lettiera: dai 5 ai 9 euro al mese (la spesa aumenta se si decide di acquistare la sabbia o ghiaia biodegradabile).

Veterinario: almeno 40 euro all’anno per le vaccinazioni di rito, quindi se il micio è in perfetta forma di salute.

Antipulci: dai 5 ai 7 euro al mese.

A queste spese occorre ovviamente aggiungere anche quella per gli accessori, che però è una tantum, come trasportino, lettiera, ciotole e cuccia.

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