Presidio questa mattina dei lavoratori della Litografica

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I dipendenti della Litografica di Carpi hanno percepito lo stipendio per l’ultima volta a dicembre. Da allora si sono comunque recati al lavoro nei mesi successivi, giorno dopo giorno, a gennaio, febbraio, marzo e aprile senza ricevere la busta paga. Dopo tre anni in contratto di solidarietà, erano convinti che potesse esserci una speranza per loro di mantenere il lavoro in una delle aziende storiche di Carpi con oltre 50 anni di storia. In assenza di rassicurazioni che andassero oltre le parole, smarriti nel mare magnum dell’incertezza, quando le difficoltà economiche hanno iniziato a pesare sui bilanci familiari creando non poche difficoltà, hanno deciso di dare un segnale forte e indire uno sciopero: a partire dal primo giorno di maggio hanno incrociato le braccia senza ottenere però alcuna risposta. “Negli incontri con l’azienda – conferma Giulia Casamassima di Cgil – è stata ribadita la necessità di risolvere la situazione, salvaguardare i posti di lavoro e recuperare mensilità non pagate. Nonostante le rassicurazioni nulla è cambiato per questo si è deciso di organizzare un presidio e riunire i lavoratori in assemblea”.
Per ora restano nella condizione sospesa di dipendenti senza retribuzione e senza diritto all’indennità di mobilità perché non licenziati. In questo limbo in cui vivono da mesi si sono interrogati sull’indifferenza che li ha circondati finora. “E’ vero che siamo una ventina in tutto ma perché nessuno ci considera?”. Forse la protesta non è stata così evidente. O forse ci si illude che sia imminente un cambiamento di rotta rispetto all’uscita del nostro territorio dalla crisi economica. A distanza di otto anni dall’inizio della crisi è più probabile che sia una rassegnata assuefazione alle difficoltà del mondo del lavoro.
Sara Gelli
 

 

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