Differenziare allunga il ciclo di vita delle discariche

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E’ attualmente al vaglio degli organi competenti il progetto presentato da Aimag circa l’ampliamento della discarica di via Valle, 21 a Fossoli. Ma in cosa consiste esattamente e quale impatto avrà sul territorio? Lo abbiamo chiesto a Paolo Ganassi, dirigente dei servizi ambientali di Aimag.
“Si tratta di un lotto costruito in adiacenza e senza soluzione di continuità con i tre esistenti. Il progetto consiste in un intervento di ampliamento dell’invaso di discarica esistente, mediante la realizzazione di un nuovo lotto, il quarto, che si andrà a sovrapporre parzialmente al terzo lotto. Il nuovo lotto renderà disponibile una volumetria aggiuntiva pari a 325mila metri cubi”.
A intervento realizzato quali saranno le dimensioni complessive della discarica?
“La discarica con il nuovo lotto avrà una capacità complessiva di circa 925.000 metri cubi e una superficie di 89mila metri quadri”.
Quali i tempi legati alla valutazione di impatto ambientale e, di conseguenza, della realizzazione del lotto?
“La procedura dovrebbe terminare entro la prossima estate dopo che la Provincia avrà acquisito i pareri degli organi competenti. Ottenuto il parere favorevole alla VIA, la Provincia emetterà l’Autorizzazione Integrata Ambientale. Successivamente verranno appaltati i lavori di costruzione che dureranno circa un anno. Presumibilmente nell’autunno 2017 il lotto sarà disponibile”.
Quale tipologia di rifiuto viene conferita in discarica?
“Le tipologie saranno le medesime che vengono conferite oggi: sovvalli derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani degli impianti Aimag e rifiuti speciali assimilati prodotti dalle aziende”.
Il ciclo di vita della discarica fossolese è ormai al termine: dove si smaltiranno nel frattempo i rifiuti urbani indifferenziati?
“I rifiuti urbani indifferenziati verranno conferiti alla linea di selezione del trattamento meccanico biologico di Fossoli (TMB), in continuità con quanto accade oggi. I sovvalli che residuano da questo trattamento verranno conferiti nella discarica di Medolla”.
Nel 2014 a Carpi, ciascuno di noi produceva 400 chili di rifiuti annui, di cui 198 andavano a smaltimento in discarica. A partire dal 2016, grazie alla tariffazione puntuale, l’obiettivo è superare l’80% di raccolta differenziata e produrre solo 60 chili di frazione indifferenziata annua procapite. Questo dovrebbe allontanare il rischio di realizzare ulteriori discariche…
“La riduzione della produzione dei rifiuti e, in particolare, quella dell’indifferenziato attraverso l’estensione della raccolta domiciliare con tariffazione puntuale, è uno degli obiettivi che le amministrazioni locali hanno dato al gestore Aimag e che l’azienda ha fatto proprio nel proporre l’organizzazione del servizio di raccolta domiciliare e nella gestione degli impianti di recupero che oggi garantiscono un’autonomia pressoché totale nella gestione dei rifiuti urbani prodotti nel territorio di competenza. Agli inizi degli anni 2000 la raccolta differenziata a Carpi era inferiore al 30%, oggi supera il 70%, con produzioni procapite di indifferenziato sempre più basse e una tendenza ad arrivare e superare nel giro di un paio d’anni i numeri da lei riportati (80% raccolta differenziata, massimo 60-70 kg abitante/anno di rifiuto indifferenziato), valorizzando la maggior parte dei rifiuti che vengono raccolti. Questo consentirà di ridurre le esigenze di smaltimento in discarica, restando l’utilizzo delle stesse relegato prevalentemente al conferimento dei sovvalli prodotti dagli impianti di selezione e recupero”.
Permane la preoccupazione legata al Piano regionale di gestione dei rifiuti (PRGR), in attesa di approvazione da parte dell’Assemblea regionale. Quali conseguenze produrrebbe il mancato via libera a utilizzare appieno il TMB (trattamento meccanico biologico presso il compostaggio di Fossoli) con rifiuti provenienti anche da altre parti della Regione?
“L’utilizzo di qualsiasi impianto al di sotto delle proprie capacità di trattamento induce delle diseconomie che oltre un certo livello possono portare alla chiusura dell’impianto stesso. E’ paradossale che in questo territorio dove i cittadini stanno dando risposte che li pongono fra i più virtuosi in Emilia Romagna, questi possano alla fine essere penalizzati da scelte di pianificazione impiantistica che nulla hanno a che vedere con i loro comportamenti.  Oggi il sistema Aimag garantisce il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata e di riduzione dello smaltimento previsti dalla LR 16/2015 ben prima di quanto la legge stessa preveda. Il mancato utilizzo delle potenzialità impiantistiche di Aimag per cause a questa non imputabili, mette in crisi la sostenibilità dell’intero modello e compromette gli sforzi profusi dai cittadini attraverso i loro comportamenti virtuosi. Va inoltre ricordato che il TMB è inserito in un’area impiantistica più vasta e articolata che fa delle proprie sinergie il punto di forza e che sino a oggi ha garantito tariffe di trattamento molto contenute delle frazioni differenziate, in particolare quelle dell’umido, rispetto a quanto accade in buona parte del resto del territorio regionale. Rendere inefficace un pezzo così importante della filiera indebolisce la sostenibilità complessiva della filiera stessa. In ogni caso la dismissione del TMB porterà Aimag a richiedere alla Regione un rimborso del VIR (valore di ricostruzione) che si attesta dai 3 ai 4 milioni di euro”.
Jessica Bianchi

 

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